Intervista MARCO RAPISARDA (Crocodiles)

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Il vantaggio di qualche (buon) amico in comune. Il vantaggio di avere qualche (buon) amico in comune in una terra mai così musicalmente fertile come è oggi il Veneto. Il vantaggio di aver visto passare live questo ragazzo italiano, nel bel mezzo di un tour assieme ai californiani Crocodiles, ed essere stato piacevolmente sorpreso da questa fruttuosa ibridazione artistica. Il protagonista di questa nostra chiacchierata molto informale è un batterista, è Marco Rapisarda.

Allora Marco, quando si legge un nome italiano “all’estero” la curiosità è sempre tanta… dunque come ci è finito un ragazzo veneto al sole di San Diego e soprattutto all’ombra della grande mela?
Dall’ottobre 2008 stavo a New York, l’Italia non mi dava più stimoli e sono partito in quattro e quattrotto. Lì ho conosciuto i Crocodiles, siamo diventati prima di tutto ottimi amici, e poi mi sono ritrovato a San Diego per suonare con loro durante i tour americani assieme a Horrors e Raveonettes oltre a un tour europeo come headliner.

Dove ti avevano visto protagonista le tue esperienze passate come musicista… insomma chi è Marco Rapisarda?
Dal 1996 bazzico nella scena punk hardcore: L’Amico Di Martucci, Ohuzaru, La Piovra e ora Smart Cops. Tour in Europa e USA, svariati dischi usciti per etichette da tutto il mondo, tanto divertimento e molte piccole soddisfazioni.

Come ricordavi hai preso parte attivamente all’ultimo tour dei Crocodiles, tra l’altro passati anche qui in Italia, quali sono le differenze tra il “metodo” di lavoro americano e quello italiano, se differenze ci sono…
I promoter americani sono meno “ospitali” di quelli italiani. Durante le date Italiane avevamo una persona della Grinding Halt che girava con noi per assicurarci un’ottima accoglienza e organizzazione all’arrivo in ogni locale dove avremmo suonato. In America la maggior parte dei gruppi riceve una sorta di “buono” e si deve arrangiare per la cena, qui solitamente i locali provvedono a portarti in ristorante e soprattutto hai a che fare con l’ottima cucina italiana. Sembra superficiale parlare di cibo e accoglienza, ma quando sei in tour per cinque mesi lontano dalla tua casa e dalle tue comodità, queste sono le cose fondamentali per non impazzire.

Episodi particolari da ricordare in questo tuo peregrinare con la band?
Da ricordare un Halloween a Ravenna, seguito subito da Londra e New York, tutto in 3 giorni… poi partenza per un viaggio di 3500 km in furgone, direzione Seattle, per la prima data del tour con i Raveonettes. La notte che suonammo al Circolo Degli Artisti portai il resto dei Crocodiles a visitare la città: cinque ore passate tra Colosseo, Fori Imperiali, Fontana Di Trevi ecc. Avresti dovuto vedere le loro facce strabiliate, forse non mi ero mai sentito così orgoglioso dell’Italia. Ultimo ricordo, un concerto memorabile a Città Del Messico, seguito da quattro giorni off a visitare le piramidi azteche e le rovine antiche della città.

Si fa un gran parlare di questa nuova “scena” newyorkese (in cui i Crocodiles sono stati inseriti pur essendo californiani)… da Crystal Stilts a Vivian Girls… da Dum Dum Girls a Mayfair Set ecc. Ma è davvero tutto oro quello che luccica?
Leggendo quello che scrivono i giornali in Italia e nel resto del mondo, sembrerebbe di no… per me la scena luccica perchè principalmente è formata da amici che suonano, si divertono, organizzano concerti, fanno uscire dischi e passano il loro tempo assieme. Ovviamente pure a NY ci son gruppi inutili come in tutte le cosiddette scene.

Quali sono secondo te le band di questo “giro” che hanno le carte in regola per durare più a lungo…

Credo proprio Crocodiles, Dum Dum Girls, Thee Oh Sees, Fresh & Onlys e poi Tamaryn se finalmente si deciderà a fare qualche tour.

E ce ne sono di nuove che stanno per essere lanciate o che avrebbero tutti i numeri per esplodere?
Best Coast e Pearl Harbour (entrambi di Los Angeles), i secondi hanno una ragazza alla chitarra di quattordici anni. Reading Rainbow, han già fuori un LP e un paio di 7” ma sono semi-sconosciuti… poi i Past Lives di Seattle (ex Blood Brothers), che hanno registrato da poco un ottimo disco.

Secondo te è il provincialismo la prima grande differenza tra New York e una Milano o Roma… a livello musicale…?
Principalmente Milano e Roma sono due grandi città di una nazione che forse è grande come la California, NY invece è una città che fa parte dell’America, un continente.

Quali sono i tuoi attuali ascolti e i primi tre dischi comprati?
In questo periodo sto ascoltando il bellissimo disco delle Dum Dum Girls che uscirà fra un paio di mesi, poi il nuovo Fresh & Onlys su Woodsist, una raccolta di Phyllis Dillon e “Turn On…” dei Music Machine. Primi tre dischi comprati: Metallica “Master Of Puppets”, Jovanotti “La Mia Moto” e “Superunknown” dei Soundgarden…. ovviamente tutti in cassetta!

Ultima scontata domanda: cosa farà domani Marco Rapisarda?
Mi sveglierò tardi come sempre e andrò in posta… ho un sacco di pacchi di dischi da spedire per la mia etichetta… poi suonare, suonare e suonare. Sto scrivendo canzoni per un nuovo progetto con un losco tipo inglese, per ora segreto.

[Intervista raccolta da: Emanuele Tamagnini]

Hell Yes (Label)

Smart Corps

Crocodiles

Crocodile live (guarda)

Smart Corps – Crocodiles (per gentile concessione di Marco Rapisarda)