Intervista DAVID THOMAS

654

Essendo un very fan dei Pere Ubu, mi è stato chiesto di formulare una breve lista di domande da sottoporre alla leggenda fatta persona che risponde al nome di David Thomas in occasione del ritorno discografico della leggendaria band con “Why I Hate Women”. Ma che cavolo posso chiedergli io a David Thomas? E soprattutto perchè lui dovrebbe rispondere alle mie stupide domande? E’ anche bello grosso e se si incazza mi fa a pezzi! Ma poi mi sono detto che in fondo è come provarci con una bella strappona in discoteca, al limite mi becco un bel due di picche. Per cui ho fatto un bel respiro e ho preparato un po’ di domande.

Cavolo, ora che ci penso io non ci ho mai provato con nessuna bella strappona in discoteca! Troppo tardi… la mail con le domande ormai è già stata inviata.

Ciao David, quando ti infastidisce iniziare questa intervista?
Non mi infastidisce affatto, perchè questa domanda?

(cazzo, ho iniziato malissimo)

Odi veramente le donne oppure si tratta di finzione/arte?
Chiedi a Snoop Dogg perchè uccide così tanti poliziotti. Chiedi a Ian Rankin perchè ha assassinato così tante persone.

(meno male, ora è sufficientemente sarcastico)

Quanto c’è nei tuoi testi di autobiografico? Quanto invece è frutto della fantasia?
Niente di questo è autobiografico. Nella mia vita ho scritto appena un paio di canzoni semi-autobiografiche: una si chiamava “The Story Of My Life”, l’altra “Bicycle”. Tutto qua.

Il nuovo album dei Pere Ubu può essere considerato un concept? Qual era l’idea di base quando avete iniziato a lavorarci?
Ogni album che inizio, comincia con una storia di base, una specie di quello che è il soggetto di un film. La storia di base viene riempita con personaggi e situazioni che mi si manifestano con più o meno dettagli. Da quella base scelgo un momento psicologico che mi sembra di interesse. Il mio lavoro sull’album poi consiste nel “descrivere” quel momento. Qualche volta la storia o i personaggi compaiono nei testi. Qualche volta no. Dal resto della band scelgo le idee musicali che meglio si adattano, in un modo o nell’altro, allo scopo di descrivere quel momento. “WIHW”, come avevo detto altrove, è la mia idea del racconto che Jim Thompson non ha mai scritto. (Jim Thompson era uno scrittore di pulp fiction degli anni 50 specializzato in racconti molto sinistri).

Quale brano dei Pere Ubu preferisci? La mia preferenza è piuttosto ovvia e va a “Non Alignment Pact”.

Non ho brani preferiti o ne ho così tanti che è impossibile fare una lista. Non c’è nessuna canzone che scrivo che poi non emerge come una mia preferita. Altrimenti perchè disturbarsi a scriverle? Fondamentalmente mi ricordo di quelle che funzionano bene, che accompagnano con successo quel particolare momento. Per quanto riguarda quelle che non funzionano, continuo a riscriverle fino a ottenere una cosa che funzioni.

Qualche giorno fa leggevo casualmente un articolo di Lester Bangs su Peter Laughner (membro dei Rocket From The Tombs e cofondatore dei Pere Ubu, morto a 24 anni, nda). Da allora ho iniziato ad ascoltare “Life Stinks” da “Modern Dance” in maniera totalmente diversa. Cosa ricordi degli anni dei Rocket from the Tombs e dei primi singoli dei Pere Ubu? C’è qualcosa di quel periodo che è rimasto invariato? Cos’altro è cambiato invece?
Non “ricordo” quegli anni, fino a che qualcuno non mi fa una domanda a tal proposito. Non mi guardo indietro. Non sono un nostalgico. La domanda è un po’ troppo vaga per potermi far tornare in mente qualche ricordo particolare. Niente di quel periodo è cambiato. Il passato non cambia. E’ lucchettato e sigillato. Il modo in cui mi avvicino alla musica è precisamente lo stesso di 30 anni fa. Non ho cambiato una singola idea. Il mondo cambia. I Pere Ubu no. I Pere Ubu non possono essere compresi a meno che non si parta dalle fondamenta. Siamo una rock band del Midwest con un forte groove nella tradizione degli MC5 e degli Stooges. Tom Herman (chitarrista sui primi tre album dei Pere Ubu) diceva che la miglior parte di chitarra è quella che richiede di far muovere le dita il meno possibile. Se non riesci a far funzionare il tutto solo con un accordo e la voglia di far rock, faresti bene a trovarti un altro lavoro. I Rocket from the Tombs erano e rimangono una brutale esperienza rock. Quando finì ero determinato a scoprire dove ancora poteva arrivare. Durante questi decenni ho sempre detto che i Pere Ubu si fondavano su quel principio, che le fondamenta dei Pere Ubu, per quanto ne so, stanno nella capacità di produrre un groove rock brutale. Questo è il campo base da cui lanciamo le spedizioni. Ma poichè abbiamo dimostrato che siamo capaci di farlo, non dobbiamo continuare a dimostrarlo in ogni album seguente. La missione è/era di andare avanti partendo da quel punto.

Negli anni ’70 i Pere Ubu hanno introdotto numerose innovazioni nella scena della musica rock. Chi, secondo te, al momento sta facendo veramente qualcosa di “nuovo”?
Non mi interessa il concetto di “far qualcosa di nuovo”. Mi interessa il rock mainstream come voce fondamentale dell’esperienza del popolo americano. Mi interessa esplorare la funzione narrativa all’interno del mainstream. Pere Ubu è rock mainstream. Justin Timberlake è strana musica sperimentale. Robbie Williams è avanguardia. Britney Spears viene fuori costantemente con qualcosa di nuovo e di innovativo. I Pere Ubu fanno sempre la stessa vecchia e tradizionale cosa. Il concetto di “nuovo” è una trappola e una truffa per infinocchiare degli studentelli e altra gente naive.

(merda, siamo alla settima domanda e già mi ha smascherato!)

Rocket From The Tombs, Pere Ubu, David Thomas, David Thomas and Two Pale Boys: quali sono le differenze principali e le caratteristiche peculiari nel modo di fare arte di questi differenti moniker/progetti?

Ogni band permette prospettive uniche. Pere Ubu è come un film hollywoodiano con grosso budget. Pale Boys è come uno di quei film irregolari di Fellini o di quei film fatti dalle art house europee e doppiati in inglese. Ognuno può raggiungere differenti angolazioni che non sono raggiungibili da un altro. Nessuno è migliore dell’altro. Sono semplicemente differenti e mi permettono di fare cose differenti.

Sei stato anche un critico rock. Per piacere, scegli un paio di nuovi gruppi e distruggili (non puoi scegliere The Jets, nè The Darkness, sarebbe troppo facile)
No

(azz)

Ora invece mi piacerebbe che elogiassi le qualità di qualche nuovo artista o gruppo che apprezzi
No

(ah, ok)

Abbiamo un tempo limitato da passare in questo mondo e ne abbiamo ancor meno per ascoltare buona musica. Vorrei qualche consiglio per evitare facilmente la musica oscena. Che caratteristiche dovrebbe avere la musica affinchè valga la pena di ascoltarla?
Vale la pena di ascoltare musica che ha passione, poesia e che sia visionaria.

Di solito la gente che ama la musica, ama anche il cinema. E’ anche il tuo caso? Se sì (e credo lo sia) quali sono i tuoi registi e i tuoi generi preferiti?
Guardo solo film in cui compaiono delle astronavi o che sono incentrati sul baseball. Tutto qua. I film soffrono di una essenziale e fatale debolezza: cominciano, succede qualcosa e finiscono. Non è una formula molto interessante per me. Inoltre c’è anche la presenza degli attori, e questo è un enorme ostacolo.

Ti è mai stato detto che somigli fottutamente ad Orson Welles?
No

(olè, sono stato il primo!)

Grazie David, ci vediamo il prossimo anno agli MTV Music Awards!

Sinceramente vostro, David Thomas

Daniele Gherardi

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here