IndieRocket Festival @ Parco Le Naiadi [Pescara, 7/Luglio/2013]

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Ultima serata per l’IndieRocket Festival, durante la quale vengono abbandonate praticamente del tutto le origini punk-rock del Festival.
 Ad aprire la giornata infatti sono i DJ Set di Andrea Campetta, Robert Eno e Donatella (Razzputin Crew), che purtroppo non godono della giusta audience, data la scarsissima presenza di pubblico nel tardo pomeriggio di domenica. 

Le cose migliorano quando salgono sul palco gli emergenti Flowers or Razorwire. La band di Trani regala una bellissima esibizione, muovendosi su sonorità che in qualche modo ricordano Daft Punk ed AIR. Il pubblico apprezza e balla sui loro brani, tratti quasi del tutto dai due EP (‘These Waters’ e ‘Midori’) rilasciati dalla band negli ultimi anni. 
Una performance coinvolgente, colorata e adatta ad una location balneare, senza per questo risultare frivola. 

Continuando sulla scia della musica elettronica è il tempo di GIVDA. Il ragazzo, armato di synths e drum machine conquista la platea. Alterna linee più orecchiabili a momenti meno ballabili, ma più sofisticati. Il progetto è ancora molto poco conosciuto, ma merita parecchio e probabilmente si farà strada nell’ambiente, anche grazie al fatto di essere stato una delle piacevoli sorprese del Festival.

 L’impianto de Le Naiadi si riempe come i primi due giorni, e il pubblico si assesta sulle circa mille unità quando è il turno dell’ultimo gruppo della manifestazione. Sul palco sale Ahmed Gallad, che con la sua live band propone il repertorio del suo progetto Sinkane.
 Il musicista mischia jazz, funk e dub, e dà vita ad un meraviglioso live, forse il più bello di tutto l’IndieRocket. 
Ahmed è camaleontico e cambia strumento più volte durante il concerto, confermandosi un musicista totale, come il suo curriculum testimonia.
Vengono eseguiti molti brani tratti dall’ultimo album ‘Mars’, quello che ha dato maggior visibilità al progetto e c’è tempo anche per una “finta uscita”, l’unica di tutto il Festival.

 Si chiude molto bene la decima edizione dell’IndieRocket Festival, anche se prima c’è il tempo per un intervento dell’organizzatore Paolo Visci (che già aveva aperto il Festival), che si dichiara soddisfatto per come si è svolta la manifestazione. I dubbi su una eventuale undicesima edizione vengono ribaditi, ma la speranza è che non sia l’ultima, perché Pescara ha davvero bisogno di eventi che diano spazio anche a nomi che non siano i soliti.
 L’IndieRocket lo ha fatto anche quest’anno, e questa è già di per sé una grande notizia, oltre che una piccola vittoria.

Carmine D’Amico

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