Immanuel Casto @ Circolo degli Artisti [Roma, 22/Ottobre/2010]

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Circolo degli Artisti sold-out. Alle 21:30 già non c’erano più biglietti e fuori la fila di gente che cercava amicizie interne al locale per poter saltare la sicurezza. Il pubblico è quello dei grandi eventi e quando Immanuel sale sul palco viene accolto da un boato che non sentivo da tempo. Il boato che di solito viene riservato ai grandi gruppi inglesi o americani per un cantante bresciano che parla di amplessi omosessuali, “schizzi” di acquasanta (parole sue!), marchettari e marchette per droga. Dopo mesi di ascolto e di attenzione dei media ho capito il motivo di tanto interesse: Immanuel è un prodotto confezionato benissimo. Innanzitutto è un prodotto trash di quelli che possono piacere ad entrambe le sponde, eterosessuali e omosessuali tutti presenti allo stesso concerto e non saprei proprio dire quali rappresentanti delle diverse sessualità fossero più fomentati. Poi la musica: Immanuel non si può certo dire che sia un cantante particolarmente dotato ma ha alle spalle un produttore con un gusto che oserei dire raffinato. Stefano, con cui sono riuscito a fare due chiacchere dopo il concerto, è un ragazzo di 30 anni che mi ha detto essere attivo nell’ambiente industrial di Bologna e grazie a questo suo background musicale ha composto per il Casto dei pezzi alla Depeche Mode che in Italia chiunque non può che sognarseli.

Cura i suoni in maniera maniacale e contribuisce a far apprezzare le canzoni anche a chi storce il naso per i testi. Questo progetto è la perfetta sintesi tra le incredibili doti artistiche di Stefano e il carisma di Immanuel che sembra più interessato alla parte visiva cercando di rendere il concerto uno spettacolo. Sembra aver imparato la lezione di Madonna: ballerine ballanti balletti trash, cambi di costumi, proiezioni a fondo palco, mossette, ammiccamenti, coriste (“io la do, io la do, io la do ma per davvero”). Per essere una produzione a costo relativamente basso il prodotto funziona e lo testimoniano le braccia alzate e i boati alla fine di ogni pezzo, le urla appena la folla del circolo riconosce le canzoni che sta per fare. Anche dopo aver visto tutti i video su Internet (uno dei mezzi grazie sul quale ha spinto di più per pubblicizzarsi) non avrei mai creduto che la gente reagisse in maniera così entusiastica. Una sola cosa non ho capito, o meglio, mi è parsa strana. Tra un pezzo e l’altro Immanuel parla molto poco, qualche battuta qua e là tanto per far capire che non si prende troppo sul serio nonostante ciò che pensino in molti. Dai testi delle canzoni sembra intravedere una critica attiva nei confronti della chiesa e benpensanti di vario genere ma dal vivo non ha detto nulla a riguardo limitandosi a fare il suo spettacolo, anzi, alcune espressioni molto “colorite” dei suoi testi se l’è autocensurate. Semplicemente non si capisce qual’è il fine di questo progetto, se vuole contribuire all’emancipazione omosessuale o semplicemente sfruttare clichè e stereotipi per il suo personale successo musicale.

Andrea Di Fabio

6 COMMENTS

  1. ..ma infatti che caxxo recensite mado??!??!
    lo sapevate che al locale affianco ci stavano i MICE PARADE lo stesso giorno?

  2. Il nostro mestiere è quello di informare. Fare cronaca. Anche di “costume” se vuoi. E non preoccuparti il report della serata MICE PARADE + LAETITIA SADIER + SILJE NES sta arrivando!

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