Françoise Hardy: il nuovo album

3302

Difficile stabilire se ci sia stata una donna più bella di Françoise Madeleine Hardy (metto infatti più o meno sullo stesso piano la magnifica Jane Birkin). Un amore nato durante l’infanzia, il mio, inculcato benevolmente prima da mia madre e successivamente da mio padre, che ha spesso lasciato che io curiosassi in mezzo a quelle pile affascinanti di 45 giri come non se ne son fatti mai più. Una bellezza elegante, difficile da spiegare a parole, una silfide incantata che ancora oggi a 74 anni mantiene pressochè intatto il suo fascino magnetico. Parigina del IX arrondissement, ragazza timida e leggenda vuole introversa (gli viene a mancare la figura paterna), sul finire del 1961 firma per la Vogue e l’anno seguente pubblica il suo primo singolo ‘Oh Oh Chérie’ che sul lato B conserva un’autentica “bomba”. E’ infatti ‘Tous les garçons et les filles’che lancia l’Hardy verso un successo folgorante con oltre due milioni di copie vendute e l’entrata nella Top 40 UK. L’inizio di un’ascesa repentina, periodo fertile e indimenticabile, tra album sempre più sofisticati e il grande schermo (Roger Vadim è il primo a chiamarla).

L’unica cantante francese che viene regolarmente inserita nei pesantissimi tomi della storia e della discografia “indie”. La donna alla quale Bob Dylan, pare se ne fosse perdutamente invaghito e chiese di incontrarla nel 1966 una volta a Parigi per un concerto a l’Olympia, dedica i versi inseriti nell’album ‘Another Side of Bob Dylan’. La splendida partner “fotografica” di molte star del periodo (leggendaria quella con Mick Jagger). Candida nella partecipazione sanremese del 1966 con ‘Parlami di Te’ di Edoardo Vianello e nelle altre interpretazioni in italiano (ma anche in inglese e portoghese). La donna che per affinità elettive rimane colpita dalla figura tragica di Nick Drake tanto da trascorrere del tempo assieme a lui nella Parigi dei primissimi anni ’70, Françoise Hardy ispirazione per la moda e lo stile del periodo (segnatamente Nicolas Ghesquière alla testa di casa Balenciaga). Svaniti quegli anni la popolarità dell’artista rimane identica nel suo paese, nel 1988 dice basta alla carriera preferendo lo studio dell’astrologia, poi all’inizio degli anni ’90 il richiamo della musica la riporta al proscenio. Nel 1994 i Blur la invitano per reinterpretare in francesce ‘To The End’, è un nuovo importante inizio a cui seguono la firma per la Virgin e altri bellissimi lavori tra i quali il penultimo ‘La pluie sans parapluie’ (2010) e il più recente ‘L’amour fou’ uscito sul finire del 2012 (a novembre 2013 è uscita invece l’edizione celebrativa per i 30 anni di ‘Message Personnel’). Un piccolo personale ricordo nel giorno dell’annuncio del suo nuovo album ‘Personne D’autre’ che sarà fuori il 6 aprile via Parlophone anticipato dal singolo ‘Le Large’ (“The album practically made itself, and all under the talented and benevolent leadership of Erick Benzi, without whom none of this would have been possible”). Un piccolo salto all’indietro tra fotografie sbiadite e sorrisi di un tempo immacolato, tra fruscii e dolci melodie, tra l’amore delle piccole cose e Françoise Hardy. Così, semplicemente. Come Suzy e Sam, protagonisti di “Moonrise Kingdom” di Wes Anderson, che ballano e si baciano sulle note di ‘Le Temps de l’Amour’ mentre il “suono” del mare li accompagna senza far rumore.

Emanuele Tamagnini

for françoise hardy
at the seine’s edge
a giant shadow
of notre dame
seeks t’ grab my foot
sorbonne students
whirl by on thin bicycles
swirlin’ lifelike colors of leather spin
the breeze yawns food
far from the bellies
of erhard meetin’ johnson
piles of lovers
fishing
kissing
lay themselves on their books. boats.
old men
clothed in curly mustaches
float on the benches
blankets of tourists
in bright red nylon shirts
with straw hats of ambassadors …

(Bob Dylan)