iLiKETRAiNS @ Traffic [Roma, 8/Novembre/2007]

437

Era da un po’ di tempo che aspettavo questo concerto. Da un anno (mese più mese meno) per la precisione. Da quando elessi personalmente gli iLiKETRAiNS a miglior gruppo del 2006 grazie al loro bellissimo EP di debutto “Progress:Reform”. Ieri finalmente il desiderio di vederli dal vivo si è finalmente avverato, e credo che i molti presenti al Traffic non dimenticheranno facilmente la performance del quintetto di Leeds.

La serata viene aperta dai Six Orange Mushrooms, giovanissimo quartetto romano dedito alla commistione di post rock e psichedelia. Ricetta che solitamente fatico a disprezzare, ma stavolta non riesco a salvare molto del loro set. Le potenzialità ci sarebbero e si sentono, ma spesso i pezzi faticano a decollare ed esplodere, perdendosi in lunghi segmenti di scuola pinkfloydiana ultimo periodo.

Un rapido cambio di palco lascia il posto alla strumentazione degli inglesi ed eccoli che dopo pochi minuti dalla fine del set dei SOM sono già sul palco e la batteria picchia ossessivamente i tamburi ad introdurre “25 Sins”, pezzo d’apertura del loro concerto. Alle loro spalle vengono proiettate un colosseo in fiamme, a sottolineare le parole del ritornello: “this town is burning down”. Ripetute con insistenza, le loro parole, ci rapiscono portandoci in un’altra dimensione, grazie alla bellissima voce profonda, viscerale del cantante, David Martin, che riunisce la profondità di un Ian Curtis al terrore demoniaco di un Nick Cave. Una rapida boccata d’aria e dall’inferno della città in fiamme veniamo catapultati all’inferno del polo sud, anno 1912. La prua della barca alle loro spalle spacca i ghiacci del polo, ma il lento procedere di Robert Falcon Scott e dei suoi compagni li condurrà verso un nuovo inferno. Perché è questo che fanno gli iLiKETRAiNS, cantano della sofferenza e della violenza (che sia di natura umana o non), mostrando l’impossibilità dell’uomo di fronte alla potenza annientatrice. Storie di streghe, di folli, di assassinii e condannati popolano il mondo delle canzoni degli iLiKETRAiNS, e David Martin sembra essere perseguitato, angosciato e inseguito dai fantasmi di cui canta le vicende, sottolinenado le parole con quel suo sguardo spaventato e diabolico. Oltre a “Terra Nova” sarà solamente un altro pezzo in scaletta tratto dal loro capolavoro di debutto, l’intensa “A Rook House For Bobby”. Il resto pesca dal loro recentissimo “Elegies To Lessons Learnt”, che dimostra un’ulteriore crescita in quanto a capacità compositive rispetto al precedente lavoro. Crescita che dimostrano anche sul palco, convincendo anche i più critici. L’unico neo sta forse nella durata, poco più di un’ora e nell’assenza di bis. Ma il finale dedicato a “Spencer Perceval”, l’ultima lunga, straziante marcia funebre, è assolutamente d’applauso. Insomma, una serata perfetta da più punti di vista: acustica assolutamente impeccabile (complimenti al Traffic), un gruppo che ha imparato alla perfezione, evolvendole, le lezioni degli anni ’80 della new wave britannica, mescolandola con le atmosfere dilatate e ossessive del post rock, e che ci regala un concerto che dimenticheremo con estrema difficoltà.

Emanuele Avvisati

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here