Il Teatro Degli Orrori + Dany Greggio @ Circolo degli Artisti [Roma, 3/Marzo/2010]

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Il breve concerto di Dany Greggio è stato un piccolo evento nella serata speciale de Il Teatro Degli Orrori. Accompagnato dal maestro Mantovani al laptop, tastiere e samples, Dany propone 4 suoi brani dall’album d’esordio omonimo più una cover. Apre con la zingaresca ‘Magnani La Rossa’ e rispetto alla versione studio ci sono degli arrangiamenti più noise e dadaisti con dany che canta teatralmente. La splendida ballata ‘Serenata A Seconda’ è un po’ rovinata dal bofonchiare del pubblico, ma è una perla assoluta, una delle canzoni italiane più belle di questo decennio. Sono gli ultimi due brani però che rendono la vera arte di Dany Greggio. Prima ‘Vita Agra’, brano composto da immaginari parti dialogate derivate dall’omonimo romanzo di Bianciardi. Dany parla, ulra, delira al telefono e poi canta, incazzato, nero di rabbia, velenosamente mentre la musica diventa sempre più ritmica e quasi disco. Un capolavoro il brano e l’interpretazione personale di Dany. Chiude ‘Adius’ di Piero Ciampi (il duo sta girando l’Italia con una sorta di tributo omaggio al cantautore livornese), subito riconosciuta da molti e i “vaffanculo” liberatori invocati da Ciampi/Greggio fanno decisamente breccia in sala, segno che ognuno aveva un proprio interessato a cui dedicarla. Escono tra gli applausi di tutti.

Dante Natale

Ancora una volta Il Teatro Degli Orrori suonano al Circolo degli Artisti (e per la quinta volta vengono da noi reportati, ndr). E ancora una volta è sold out, probabilmente dal giorno prima. L’11 Novembre scorso li avevamo lasciati sempre al Circolo, con una formazione diversa, un’esibizione infernale (ovviamente) e qualche dispiacere per il suono “poco chiaro”. Ecco quindi le novità: alcune settimane dopo il live a Roma, Giulio Favero lascia la band. Lo sostituiscono Nicola Manzan (Bologna Violenta) alla seconda chitarra e Tommaso Mantelli (Captain Mantell) al basso. Realizzano il video di ‘Direzioni Diverse’, si esibiscono al MEI, e fanno diverse date in giro per l’Italia. La “teatro-mania” si espande sempre più, e diventa sempre più chiara la difficile direzione che la band vuole intraprendere: essere una alternative band di tutto rispetto, profonda, sincera, folle e incazzata ma allo stesso tempo sensibile e (ebbene si) pop.

Alle 22 circa siamo in attesa della partenza, più o meno in zona palco e stipati come sardine. Da bravo critico presuntuoso noto dei giovanissimi emozionati in attesa dei loro divi, altri meno giovani che bestemmiano in direzione palco/Capovilla, ridono, si muovono e sudano ancora prima dell’inizio del concerto, altri che fumano, e ragazze che urlano “oddio Gionata quant’è fico”. Spunta Capovilla a parlare con il fonico ed è il delirio: “Musica Maestro!” , “Suona Stronzo!”, grida affettuose perché egli è amato da tutti. È un gran frontman, questo bisogna ammetterlo, purtroppo il pubblico romano si lascia prendere la mano e così… le figure di merda si sprecano. I cinque aprono le danze con ‘Due’, uno dei pezzi potenti, e sotto il palco si combatte: oggi veramente in modo estremo. ‘Per Nessuno’ è il secondo brano, poi segue ‘La Vita è Breve’. ‘È Colpa Mia’ viene introdotta con un’importante informazione: sarà il prossimo singolo (il video sarà una sintesi di tutti i più belli registrati durante le ultime date, compresa questa).

Il resto già si conosce: “l’orrore!”, dice Kurtz in Cuore di Tenebra. Stage di Capovilla, nonostante il dito rotto, Nicola Manzan scatenato, Francesco Valente che picchia sulle pelli con i suoi occhi spiritati, Gionata Mirai che sforna riff su riff e “noiseggia” un po’ con la sua chitarra. Si eseguono tutte le più belle, comprese ‘Compagna Teresa’, ‘E Lei Venne’, ‘A Sangue Freddo’, ‘La Canzone Di Tom’ e ‘Il Turbamento Della Gelosia’. E proprio in quest’ultimo brano c’è da dire una cosa. Pierpaolo Capovilla, che recita come un attore sul palco (facile avvertire l’influenza su di lui di Carmelo Bene), con questa canzone si commuove, anzi piange proprio come un poppante. Spesso si avverte il suo modo ironico di prendersi per il culo, l’essere una sorta di macchietta, ma questa volta non c’era tutto ciò: era un bluff! non poteva essere vero, e mi sono sentito preso per il culo! Ma la cascata di applausi non ha tardato ad arrivare. Un’altra cosa da precisare, e che è sempre stato un grande problema per un gruppo come questo, riguarda l’acustica. Non essendo la prima volta che noto una cosa del genere, specialmente da sotto il palco, probabilmente il problema non è del gruppo ma della location, a livello acustico forse non proprio adatta a sostenere il tipo di rumore che propone Il Teatro. Ma in fondo non siamo all’auditorium, e non è poi quello che conta, specialmente se si vuole stare sotto il palco in mezzo all’inferno. Quindi c’è poco da lamentarsi. Ad ogni modo, loro, come sempre, ci offrono uno spettacolo magnifico. Si spremono fino all’ultimo, suonano per quasi due ore fino allo sfinimento, fino all’ultima distorsione, all’ultimo feedback, all’ultima rullata, all’ultima linea di basso: si spaccano fino all’ultimo grido di rabbia.

Marco Casciani

4 COMMENTS

  1. foooooooooooooooooooooooolleeeeediuuuuuuuunaaaaaaaaaaaaacreaturaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa….incontro a un destinooooooooooooooooooooo beffardo e crudeleeeeeeee

  2. merda! che noia le solite frasi fatte…che fastidio l’ipocrisia…che peccato! una volta tanto che si poteva sperare in qualcosa di vero………..bravi i musicisti, quelli spaccano…ma non valgono niente se devono soltanto reggere il palco al berlusconi del rock italiano. puah!

  3. No dai Capovilla “il Berlusconi del rock italiano” proprio no!!!! :-D. E’ un attore che sa cosa vorrebbe ascoltare un certo tipo di pubblico… per me sono validi!

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