Il Teatro Degli Orrori @ Circolo degli Artisti [Roma, 15/Aprile/2009]

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Sono solamente le nove e mezza eppure il Circolo degli Artisti è già pieno di ragazzi in fila alla biglietteria e nel cortile a bere un drink prima dello spettacolo. Stasera suona Il Teatro Degli Orrori, una delle band nostrane più interessanti di questi ultimi anni. All’attivo hanno un solo album (‘Dell’Impero Delle Tenebre’) ma il curriculum vitae dei singoli componenti è significativo: Pierpaolo Capovilla (il frontman) e Giulio Favero (il bassista) provengono dagli One Dimensional Man di cui ha fatto parte per l’ultimo periodo anche il batterista Francesco Valente, mentre alla chitarra c’è Gionata Mirai, già chitarrista e frontman dei Super Elastic Bubble Plastic. All’interno della sala poi, è presente una piccola mostra fotografica, di Daniele Bianchi e Cherry Blossom Girl, intitolata ‘Giochi Il Rosso Ed Esce Sempre Il Nero’, che raffigura il gruppo dal vivo, in diversi momenti delle loro esibizioni: le smorfie, le pose decisamente rock, il sudore, si mischiano con luci soffuse tendenti al rosso e sguardi persi nel vuoto. Tutto ciò fa salire decisamente la mia aspettativa.

Li vedo entrare. Qualcuno li saluta e dopo pochi minuti sono sul palco. La gente è bella carica e loro sono elettrizzanti. La teatralità di Capovilla, che si rifà palesemente alla gestualità di Carmelo Bene, è unica. Lui è un tizio sui 40, che sgrana gli occhi, suda come un pazzo, nelle pause tra una canzone e l’altra borbotta con il pubblico, spesso allontanandosi dal microfono e avvicinandosi alle prime file. Ciò che cerca è sicuramente catalizzare l’attenzione su di lui. La sezione ritmica è un carrarmato, per rifarsi al titolo di un loro brano. Il basso avvolge totalmente il pubblico e la splendida Singerland di Valente sembra una macchina. Il suono della chitarra di Mirai poi è fenomenale. Insieme creano un potente e violento noise rock con testi rigorosamente in italiano (a differenza degli altri progetti dei quattro ) che il “poeta maledetto” Capovilla recita tra melodia e scatti di rabbia, facendo stage diving sul pubblico e fracicandosi di birra. Propongono quasi tutti i pezzi del loro album e qualche pezzo nuovo da quello che dovrà uscire tra qualche mese. Le esecuzioni da segnalare sono sicuramente ‘Carrarmato Rock’, ‘Compagna Teresa’ e ‘E Lei Venne’, attesissime dai fan e che hanno fatto scatenare l’intero locale, ma anche ‘La Canzone Di Tom’, una ballata triste che esplode nel finale. Poi ancora ‘Dio Mio’, ‘Maria Maddalena’, ‘Il Turbamento Della Gelosia’ e ‘Refusenik’, il brano presente nella compilation di artisti vari ‘Il Paese È Reale’. Concludono con un lungo finale decisamente stoner con il quale si congedano pian piano tutti, prima la voce, poi la chitarra e il basso, ed infine la batteria, tra gli applausi e la soddisfazione di tutti.

Un grandissimo concerto di rock’n’roll infernale, vissuto fino in fondo e in prima linea, dal quale me ne vado con la voglia di sentire di più. L’unica pecca è stato il volume molto basso della voce, che ha messo in difficoltà in un paio di occasioni la band, la quale fortunatamente è riuscita a renderlo un problema secondario. A conclusione della bella serata, poi, c’è stata un’altra “chicca”: tra i ragazzi che affollavano il cortile del Circolo, erano presenti Manuel Agnelli e gli Afterhours. Che stiano organizzando qualcosa qui a Roma? Staremo a vedere.

Marco Casciani

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