Il Sorpasso @ Parco Rosati [Roma, 26/Settembre/2008]

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Non sappiamo se un vero e proprio sorpasso su Milano, da parte di Roma, sia stato compiuto, fatto sta che i “milanesi” i festival rock li organizzano in grande: due palchi, trentotto band, svariati stand con LP, bustini da pin up e molto molto altro. La birra è buona e a prova di sbronza, forse l’unica pecca, va detto, sono i panini surgelati all’amianto. Le borsette e le “ballerine” rosse delle ragazze sono “molto rockit”, per intendersi in pieno stile Baustelle; mi sembra giusto. Ci sono proprio tutti: dal guru del giornalismo musicale Max Stèfani, a Carlo Pastore, mente fervida, precoce e prolifica di rocki.it, appunto. C’è persino tempo per una carrambata con l’amico Faustiko, altrimenti conosciuto come Fausto Murizzi, la cui penna si è affinata nel tempo divenendo sempre più acuta e tagliente. L’inizio delle esibizioni, previsto per le 18.30,  è puntuale. Tuttavia, ci perdiamo qualche band ed arriviamo quando gli Alibia sono a metà del concerto, ma non troppo in là da perderci la performance evanescente come la luna opalescente, direbbe Campana, presentatasi nelle vesti di Massimo Bonelli e Katja Moscato e nella leggiadria pensosa dei loro pezzi, direbbe Calvino, giusto per citarne un altro. Davvero ben riuscita la cover di ‘Dicitencelle Vuje’ che esplora l’anima partenopea da cui provengono. Cambio palco (devo ammetterlo, questo vagabondare a suon di musica alternata senza interruzioni, mi piace, nda). Nella semiarena, i palermitani Herself (aka Gioele Valenti) sono l’incantevole scoperta della serata. Atmosfere, suggestioni e tutto ciò che si può chiedere ad una voce morbida, straziata e soave, su sonorità intime, minimali. E di nuovo via, verso il palco grande. Eccoli, quelli che ci uccideranno stasera: gli Ardecore, magnifici, pulsionali, accorati, padroni della scena, emozionanti, bravissimi. E poi gli Zen Circus, i pisani doc. Ufo e Appino sono degli autentici intrattenitori, come non esserne coinvolti? A metà fra il serio, quando mai, e il molto faceto. La loro esecuzione è sempre brillante, si susseguono ‘Avere Vent’anni’, ‘Punk Lullaby’ e diversi estratti da ‘Villa Inferno’. Nuovo cambio palco. In giro c’è anche Giorgio, il grande, Canali che sale sul palco assieme a Le Luci Della Centrale Elettrica per contaminarci di disperante abrasione. E poi c’è “lui”, quello che l’anima te la offre e che ti dà il colpo di grazia finale: Paolo Benvegnù. Con i suoi musicisti è così affiatato da creare un’amalgama perfetta: strumentali vigorosi su liriche vibranti, in una session tutta espressiva. E a nulla valgono i filtri emotivi per difendersi ed attutire i colpi di “grazia ricevuta” da Paolo “il meraviglioso”. C’è tempo per quasi tutto l’ultimo album, poi un regalo con ‘Cerchi Nell’Acqua’ e il finale sulla scia di ‘Suggestionabili’. Siamo noi i suggestionati, pervasi da quest’uomo, dalla sua musica. Abbacinata dalla serata, mi avvio verso la macchina. Come dicono gli amici di rockit, che ne sanno sempre una più del diavolo, tutta roba italiana. E che roba, signori. Un modo perfetto per concludere il Venerdì.

Mariagloria Fontana

Tutte le foto su: NERDSPHOTOATTACK

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