Il rock "psiche" del sud della Francia: The Limiñanas

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C’è un posto carino a Parigi un po’ nascosto, verso Bastille, che si chiama la Mécanique Ondulatoire, noto anche solo come “Mecano” per i più assidui frequentatori. Dall’esterno si direbbe un semplice bar, simile agli altri mille che si possono trovare sulla stessa via, ma poi entrando si scopre nel seminterrato (in sostanza la cantina del locale), l’esistenza di una microscopica sala concerti a forma di grotta dove ogni venerdi sembrano aver luogo simpatiche serate dansanti rock anni ’50. Durante la settimana la programmazione è invece mille volte più interessante ed è facile imbattersi in gruppi più o meno conosciuti come quelli di qualche domenica fa: The Limiñanas. Originari di Perpignan, per chi non lo sapesse ridente cittadina a sud ovest della Francia, considerata dallo stesso Dalì centro del mondo, The Limiñanas sono una baldanzosa cricca composta da due ragazze (voce e batteria) e due ragazzi (chitarre/tastiere e voce), che danno vita a loro modo ad un repertorio rock psychedelico andante anni ‘60/70, a volte in inglese, a volte in francese, senza alcuna pretesa di eccellenza e anzi con tanto di tono ironico e beffardo: sarà forse l’aria del sud che rende questi ragazzi di gran lunga più simpatici dei loro eventuali e soli immaginabili corrispettivi parigini.

Prima track da ascoltare in assoluto e che rapisce proprio per ironia di parole e ritmo scansonatorio ‘Je ne suis pas très drogue’ (ascolta) alla lettera “non sono troppo droga”, assolutamente il medesimo senso in cui suona in francese e che dovrebbe già dirla lunga sull’ironia del testo. A seguire e reperibile sul loro myspace un pezzo più recente ‘La fille de la ligne 15’, dove la voce calda di lui ricorda molto da vicino quella di un Bashung o di un Gainsbourg di noi altri per fare un esempio più comprensibile e alla portata di tutti gli italiofoni. Ma non si creda che i The Limiñanas siano solo yé-yé sound e paroline spensierate. Per capire sarà sufficiente dare un ascolto anche rapido a ‘Salvation’ dove espressioni più dure come “I need protection, consolation, I need salvation but I don’t need you” sono accompagnate da un vintage rock psichedelico di sicuro meno baldanzoso. Ancora più arrabiata in parole poi, se prorpio si vuole continuare in questo senso, ‘I’m dead’ e in musica sicuramente ‘Je m’en vais’. Insomma, anche se come d’uso oramai non ci si trova di fronte a nulla di nuovo, quelle dei The Limiñanas sono le classiche canzoni da spararsi in macchina durante un viaggietto perchè no Cannes – Perpignan, dove la sola cosa che si chiede ad una buona musica è di accompagnare la velocità di bordo, accogliere venti e profumi che entrano dal finestrino scompigliandoci I capelli e lasciare che gli occhi si perdono nel panorama circostante, con in testa il solo pensiero di fuggire lontano da ogni quotidiana routine, guadagnandosi il tanto agognato tempo di libertà. Insomma che anche per quest’anno, si dia pure inizio alle compilation da viaggio e d’illusoria percezione di libertà.

Daniela Masella

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