Il caso Warpaint

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Facciamo una presentazione in stile Amici/C’è Posta per Te. Di quelle che vengono lanciate sul grande schermo dalla canina Maria De Filippi. Sapete già di chi stiamo parlando ma fate finta di non sapere nulla. Mettetevi comodi in poltrona e non cambiate canale. P.S. Le parole che troverete in “maiuscolo” intendono un’intonazione vocale importante e impostata.

– Arrivano da LOS ANGELES e leggenda vuole che si siano formate il giorno di S. Valentino di 10 anni fa.

– Il primo EP è stato prodotto da John FRUSCIANTE che al tempo era il compagno della cantante Emily KOKAL. Quando si dice l’amore.

– Nel 2009 entrano dalla porta principale della celebre etichetta ROUGH TRADE.

– Aprono addirittura i concerti degli XX!

– Tributano DAVID BOWIE ed esordiscono con un album che la critica si affretta a lodare e/o incensare. Su tutti il prestigiosissimo magazine britannico NEW MUSICAL EXPRESS.

– Nel 2013 sono pronte alla rentrée. La Kokal dichiara che per il nuovo album saranno influenzate dall’R&B e dal RAP.

– Il 17 gennaio esce il disco più atteso del 2014. E’ prodotto da FLOOD e mixato da NIGEL GODRICH quello dei RADIOHEAD.

– Il marito della bassista Jenny Lee Lindberg, il regista Chris Cunningam, presenta il documentario sulla band realizzato nel corso degli ultimi due anni (partono alcune immagini). E’ lui, inoltre, l’AUTORE dell’artwork.

– Theresa Wayman dichiara che il nuovo lavoro è un disco SEXY. Proprio come il suo boyfriend James Blake. Un giovane musicista salito alla ribalta negli ultimi due anni.

– Sono carine e SEDUCENTI (!)

Tornano con uno degli album più attesi dell’anno… le WARPAINT!

In sintesi divertita una canzonatura biografica del quartetto californiano che da tempo si sta portando a rimorchio un virulento hype davvero sconsiderato. Tutte le maggiori testate specializzate (e non) si sono già prodigate per recensire il disco, il più atteso, il più “chiacchierato”. Facendo un sunto di coordinate, influenze e paragoni, ecco quello che abbiamo trovato sulle lanciatissime anti-HAIM e sul loro “eagerly awaited second album”: Cocteau Twins, Cat Power, Brian Eno, The Knife, psichedelia, avanguardia, dance music, trip-hop (Massive Attack), Portishead (era-‘Dummy’), Animal Collective (le loro B-sides per la precisione), pop barocco, garage, The Charlatans (quelli inglesi), The Electric Prunes, Kendrick Lamar, Ciara, Boards Of Canada!!! E’ tutto vero. Ed è solo una parte dei nomi appiccicati al culo delle ragazze usciti fuori in questi ultimi frenetici giorni di annunci e release. Il punto è che la verità non sta neanche nel mezzo. Non vogliamo neppure invitarvi a ricomporre il puzzle. A mettere in ordine quei nomi “indicativi”. Non serve. ‘Warpaint’ è un album senza epocali sussulti. Senza venature peculiari. Un disco nella media-qualitativa di un ideale standard popolare. Piacevole ma figlio naturale di questi tempi. Dove vale sempre (ancora) la regola del “basta che c’è”. In una spasmodica continua ricerca della next big thing da venerare e far fruttare. Meditate gente. Meditate.

[Citazioni sparse, di quelle che fanno gola un po’ a tutti]

“One of the first great records of 2014”

“The perfect backdrop for your next midnight seance or moonlit dance party”

“Warpaint’ drives the band forward as masters of their talent, seriously loaded with ambition and prowess. Say hello to Warpaint 2.0″

“Exquisite, addictive gloom”

“Dream-prog girl gang unleash psychedelic sorcery on follow up” (C’eravamo dimenticati dream-prog!)

“‘Warpaint’ zooms for the stratosphere”

“The first essential release of 2014 – make time for it and it won’t disappoint you”

“Rocking, glistening and simply breathtaking – almost every track is…”

“If Warpaint aren’t careful, they’re going to end up with fans more evangelical than The Smiths, and they probably deserve such love – for here they’ve mastered the record-collector’s slow jam”

“This languorous record demands to be lingered over”

“A display of intuitive mastery of all they turn their hands to”

“Anemico” (Il Giudice Talebano)