Ian Curtis: in loving memory

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Nelle prime ore del mattino in Barton Street, Ian aveva guardato il film di Werner Herzog […] C’era un busta poggiata sulla mensola del caminetto, in soggiorno. Il cuore mi balzò in petto quando capii che mi aveva lasciato un messaggio […] Lo vidi era inginocchiato in cucina. Tirai un sospiro di sollievo, contento che fosse ancora là… mossi un primo passo verso di lui, pronta a parlare. Aveva il capo reclinato e le mani posate sulla lavatrice. Lo fissai, era così rigido. Poi la corda: non avevo notato la corda. La corda che scendeva dalla rastrelliera gli passava intorno al collo […] guardai il suo viso: un lungo filo di bava gli pendeva dalla bocca. Sì l’aveva fatto sul serio. E adesso?…

La Factory Records organizzò una veglia funebre per Ian, che i presenti trascorsero fumando canne e guardando il film “The Great Rock’n’Roll Swindle”. Ian venne cremato il 23 maggio 1980. Ricordo la durezza nella voce della madre e l’espressione inebetita sui volti dei tre superstiti del gruppo.

“La morte di Ian fu la cosa peggiore che potesse accaderci. Se solo fosse sopravvissuto altre trentasei ore, partendo con noi per l’America!” (Tony Wilson)

Estratti da “Così vicino, così lontano. La Storia di Ian Curtis e dei Joy Division” di Deborah Curtis

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