I QOTSA su Repubblica: Nerds Attack risponde!

1855

Egregio sig. Felice Liperi, ho letto con attenzione il suo articolo “I Queens of the Stone Age, il rock duro a ritmo lento” apparso su Repubblica.it il giorno 1 Giugno 2014 (leggi) e volevo segnalarle alcune imprecisioni che un professionista serio come lei, con tanta esperienza e la possibilità di scrivere sul nazionale non dovrebbe commettere. L’apertura dell’articolo: (“Una nuova ondata di rock duro e potente sta travolgendo la scena musicale internazionale con il suo mix di aggressività heavy metal e visioni psichedeliche; non a caso questo nuova tendenza musicale viene definita ‘stoner rock'”), a parte la “piccola” svista (questo nuova) di battitura, volevo segnalarle che “questa nuova ondata di rock duro” è stata definita stoner rock circa venti anni fa quando i magnifici Kyuss rilasciarono il classico ‘Blues for the Red Sun’. In quel periodo muovevano i primi passi anche i Monster Magnet di Dave Wyndorf e gli Sleep con il loro ‘Sleep’s Holy Mountain’, inarrivabile totem DOOM! Da quei tempi di grande furore in cui si pensava il genere potesse esplodere a livello mondiale come accaduto al grunge di Seattle, di tempo ne è passato tanto, ma lo stoner non è mai andato in classifica in maniera rilevante, ma ha regalato agli appassionati momenti memorabli che dalla Sky Valley si dirigevano a 360 gradi nelle latitudini più torride che il rock abbia mai visto dal lontano 1968 quando i Blue Cheer pubblicavano il loro debutto discografico, album cardine per lo sviluppo dello stoner.

Detto questo, vorrei che mi spiegasse quali sono le altre band che fanno parte di questa “ondata di rock duro e potente” oltre a i QOTSA, che a parte il primo omonimo lavoro, con lo stoner non hanno nulla a che fare, “che stanno travolgendo la scena internazionale”. Vorrei segnalarle che i maggiori esponenti della suddetta scena stoner hanno gia avuto il loro periodo di maggior splendore molti anni fa, i Fu Manchu con ‘In search of’ (1996), mentre Nebula, Dozer, Natas, Sheavy, Leadfoot, Lowrider, 7Zuma7 e Roadsaw, per fare alcuni nomi, pubblicano le cose migliori a cavallo degli anni 2000. Non ci venga poi a raccontare che ‘Keep You Eyes Peeleed’ è un pezzo doom o che ‘I Appear Missing’ è una ballata. Ci racconti piuttosto qualcosa di interessante, come ad esempio che Josh Homme sciolse i Kyuss dopo ‘…and the circus leaves town’ perchè la parabola del gruppo era giunta al capolinea e desiderava esplorare nuove sonorità con i suoi Gamma Ray, o che ci sono una valanga di pezzi inediti del roscio californiano come la bellissima ‘Infinity’ (“Heavy Metal 2000” soundtrack), ‘Nobody To Love’ (“End of Watch” soundtrack) o la sconosciuta ‘All the same’ (“The Dangerous Lives Of Altar Boys” soundtrack).

Caro sig. Liperi, le consiglio di non avventurarsi in argomenti a lei sconosciuti, si occupi di musica italiana come ha fatto egregiamente con “Storia della canzone italiana” e lasci spazio a persone che magari hanno qualcosa da dire di interessante, perchè per passione e dedizione frequentano gli ambienti rock da decine di anni. Si ricordi che etichette come stoner sono solo invenzioni giornalistiche, create per vendere qualche copia in più. Se la redazione di Repubblica.it dovesse leggere queste righe sappia che ci può contattare, saremmo lieti di collaborare per le pagine musicali della testata, avere pass per concerti e inviti per interviste da riversare sulla vostra testata, anche se a noi in fondo fa piacere aiutare gli artisti che stimiamo; anche per questo abbiamo comprato copie doppie di ‘Archaic Volumes’ dalle mani del grandissimo Mario Lalli, un omone che nel genere è il numero uno anche se non ha avuto la fortuna che sta ottenendo l’amico Joshua! Ma immagino che lei sig. Liperi non sappia di chi si parla.

Alessandro Bonini

13 COMMENTS

  1. Niente da aggiungere ai primi due paragrafi, ma il finale è molto Repubblica style: “le consiglio di non avventurarsi in argomenti a lei sconosciuti, si occupi di musica italiana come ha fatto egregiamente con “Storia della canzone italiana” e lasci spazio a persone che magari hanno qualcosa da dire di interessante, perchè per passione e dedizione frequentano gli ambienti rock da decine di anni. Si ricordi che etichette come stoner sono solo invenzioni giornalistiche, create per vendere qualche copia in più.”

    Un finale didascalico che comunica più gnegnegne che sostanza

  2. Sostanza? Cosa dovremmo fare, aspettarlo sotto casa? Gnegnegne e’ il comportamento di Repubblica che non da’ risposte e che ha la boria e la presunzione di mandare allo sbaraglio articoli del genere. Il finale e’ rispettoso e molto diplomatico… Molto.

  3. Liperi scrive per la cronaca romana, non il nazionale.
    Ti posso assicurare che è una persona che conosce bene il rock, magari non i queens of the stone age, ma non si può conoscere tutto. Dei QOTSA hanno dovuto parlare per forza perchè aprivano il Postepay Rock in Roma, non perchè siano la più grande rock band in circolazione (quel compito purtroppo nel 2014 spetta ancora ai Rolling Stones).
    Comunque Liperi su Giorno & Notte di La Repubblica ed. Roma e lavorando a Radio3 ha dato largo spazio a band underground come Pontiak e Sleepy Sun, oltre ad essere uno dei più grandi estimatori dei Residents in Italia.
    Informati se non vuoi che i lettori dicano che “Alessandro Bonini con i mezzi investigativi oggi a disposizione dell’uomo di strada armato di IPhone con connessione 4G non fa ricerca giornalistica”.

    Nerds Attack resta il meglio per me !!!

  4. Nessuno mette in dubbio le qualità di nessuno ne si pretende la conoscenza assoluta su argomento così vasto come la musica rock, si critica un articolo toppato in pieno e anche di brutto, se poi è anche un “pezzo” comandato da dover assemblare per forza peggio mi sento, credo che una testata di rilevanza nazionale come la Repubblica debba avere dei filtri redazionali che correggano eventuali inesattezze. Comunque l’iphone non lo possiedo, cerco sempre di fuggire da quello che fa la massa, per questo frequentavo la Sky Valley negli anni novanta quando tutti erano a Seattle e a vedere i Rolling Stones non ci sarò.

  5. è tutto molto triste: da wikipedia alla voce stoner rock (http://it.wikipedia.org/wiki/Stoner_rock)

    Generalmente lo stoner metal presenta ritmi lenti e chitarre con accordature basse, costante presenza di un basso elettrico dal suono potente, voci melodiche e una produzione “arretrata” e di vecchio stampo…

    da repubblica: Così sono emersi i ritmi lenti e le accordature basse delle chitarre, la presenta ossessiva del basso elettrico in una produzione vagamente vintage.

    ma poi con i mezzi investigativi oggi a disposizione, l’uomo di strada armato di IPhone con connessione 4G la fa o non la fa la ricerca giornalistica?

  6. da Rockol.it biografia QOTSA:
    il cantante chitarrista Josh Homme si sposta da Palm Desert in California a Seattle, dove suona per un paio d’anni con gli Screaming Trees, e si inserisce nella scena locale, collaborando anche con l’ex bassista dei Soundgarden Ben Shepard.

    Repubblica: Uno stile secondo molti condizionato dalla sua origine geografica solitaria e visionaria nel Palm Desert californiano e poi dalle frequentazione del cantante chitarrista Josh Homme a Seattle, dove ha suonato per un paio d’anni con gli Screaming Trees, e collaborato con l’ex bassista dei Soundgarden Ben Shepard.

    ammesso che sia una coincidenza non ce ne frega niente se ha suonato per un attimo con Ben Shepard, non è un’informazione rilevante nella carriera dei QOTSA, ma nell’era del copia incolla e dell’ottusità forse poteva essere una notiziona. Perchè invece oggi non è stata utile wikipedia? Bastava controllare la voce Generation X per fare un saggio copia incolla “I Generation X furono un gruppo punk rock inglese formato nel 1976 da Billy Idol (voce)…”, si perchè che Billy Idol sia una vecchia gloria della scena post punk fa sorridere.

  7. ma poi dai, lo stoner, come tantissimi “generi inventati”, o sottogeneri, fate un po voi, sono complessi da recensire, live o studio che si voglia, senza avere dietro il bagaglio di anni seguendone la folosofia ed ascoltando ogni introvabile uscita in cd o vinile (si, perché, per chi ne é all’oscuro, lo “stoner” é stato uno dei pochi generi che ha continuato a tirare fuori le proprie opere anche nel vecchio e caro formato di plastica nera), e non mi pare che il famigerato articolo del Liperi sia felicemente corredato da parole che dimostrino di aver avuto, nel trascorso di questi ultimi venti e passa anni, un minimo di esperienza nel “allucinato” stoner rock… non parliamo poi del vero stoner, che giá esisteva con i maestri Blue Cheer e compagnia bella… l’avrá mai ascoltati?

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here