I QOTSA su Repubblica: Nerds Attack risponde!

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Egregio sig. Felice Liperi, ho letto con attenzione il suo articolo “I Queens of the Stone Age, il rock duro a ritmo lento” apparso su Repubblica.it il giorno 1 Giugno 2014 (leggi) e volevo segnalarle alcune imprecisioni che un professionista serio come lei, con tanta esperienza e la possibilità di scrivere sul nazionale non dovrebbe commettere. L’apertura dell’articolo: (“Una nuova ondata di rock duro e potente sta travolgendo la scena musicale internazionale con il suo mix di aggressività heavy metal e visioni psichedeliche; non a caso questo nuova tendenza musicale viene definita ‘stoner rock'”), a parte la “piccola” svista (questo nuova) di battitura, volevo segnalarle che “questa nuova ondata di rock duro” è stata definita stoner rock circa venti anni fa quando i magnifici Kyuss rilasciarono il classico ‘Blues for the Red Sun’. In quel periodo muovevano i primi passi anche i Monster Magnet di Dave Wyndorf e gli Sleep con il loro ‘Sleep’s Holy Mountain’, inarrivabile totem DOOM! Da quei tempi di grande furore in cui si pensava il genere potesse esplodere a livello mondiale come accaduto al grunge di Seattle, di tempo ne è passato tanto, ma lo stoner non è mai andato in classifica in maniera rilevante, ma ha regalato agli appassionati momenti memorabli che dalla Sky Valley si dirigevano a 360 gradi nelle latitudini più torride che il rock abbia mai visto dal lontano 1968 quando i Blue Cheer pubblicavano il loro debutto discografico, album cardine per lo sviluppo dello stoner.

Detto questo, vorrei che mi spiegasse quali sono le altre band che fanno parte di questa “ondata di rock duro e potente” oltre a i QOTSA, che a parte il primo omonimo lavoro, con lo stoner non hanno nulla a che fare, “che stanno travolgendo la scena internazionale”. Vorrei segnalarle che i maggiori esponenti della suddetta scena stoner hanno gia avuto il loro periodo di maggior splendore molti anni fa, i Fu Manchu con ‘In search of’ (1996), mentre Nebula, Dozer, Natas, Sheavy, Leadfoot, Lowrider, 7Zuma7 e Roadsaw, per fare alcuni nomi, pubblicano le cose migliori a cavallo degli anni 2000. Non ci venga poi a raccontare che ‘Keep You Eyes Peeleed’ è un pezzo doom o che ‘I Appear Missing’ è una ballata. Ci racconti piuttosto qualcosa di interessante, come ad esempio che Josh Homme sciolse i Kyuss dopo ‘…and the circus leaves town’ perchè la parabola del gruppo era giunta al capolinea e desiderava esplorare nuove sonorità con i suoi Gamma Ray, o che ci sono una valanga di pezzi inediti del roscio californiano come la bellissima ‘Infinity’ (“Heavy Metal 2000” soundtrack), ‘Nobody To Love’ (“End of Watch” soundtrack) o la sconosciuta ‘All the same’ (“The Dangerous Lives Of Altar Boys” soundtrack).

Caro sig. Liperi, le consiglio di non avventurarsi in argomenti a lei sconosciuti, si occupi di musica italiana come ha fatto egregiamente con “Storia della canzone italiana” e lasci spazio a persone che magari hanno qualcosa da dire di interessante, perchè per passione e dedizione frequentano gli ambienti rock da decine di anni. Si ricordi che etichette come stoner sono solo invenzioni giornalistiche, create per vendere qualche copia in più. Se la redazione di Repubblica.it dovesse leggere queste righe sappia che ci può contattare, saremmo lieti di collaborare per le pagine musicali della testata, avere pass per concerti e inviti per interviste da riversare sulla vostra testata, anche se a noi in fondo fa piacere aiutare gli artisti che stimiamo; anche per questo abbiamo comprato copie doppie di ‘Archaic Volumes’ dalle mani del grandissimo Mario Lalli, un omone che nel genere è il numero uno anche se non ha avuto la fortuna che sta ottenendo l’amico Joshua! Ma immagino che lei sig. Liperi non sappia di chi si parla.

Alessandro Bonini