I 60 anni di John Zorn

500

Li compirà il prossimo 2 settembre. 40 dei quali passati alla testa della scena downtown di New York. John Zorn. Avanguardista totale, compositore, multistrumentista, produttore, signore dell’improvvisazione. Adolescenza “classica”, giovinezza ad ascoltare i Doors e a suonare la roba sessanta in una surf band, poi dal maestro catalano Balada, con Braxton la scoperta delle potenzialità free del sax, e ancora l’Università, i primi progetti teatrali nel cuore di Manhattan, le prime composizioni (“game pieces”) di puro sperimentalismo sonoro (si torni al compianto ‪Iannis Xenakis‬), una discografia che a metà degli anni ’80 comincia a divenire importante e soprattutto imponente (ad oggi si contano quasi 500 registrazioni ufficiali), certamente la prolifica Tzadik fondata nel 1995. Lasciamo ad altri la stesura di biografie monumentali da leggere sotto anfetamina e con il morale molto alto, preferiamo come sempre un ricordo più diretto. Così come, tornando alla sua devastante discografia, è bene elencare di seguito ciò che negli anni questo piccolo grande uomo ha realizzato. Quelli che scrivono di cinema parlerebbero di scelta “selezionata” o “consigliata”. Fate voi. Dischi solisti (l’ultimo in uscita è ‘Lemma’, lavoro per solo violino), i cofanetti a racchiudere gli anni “Parachute”, le performance ‘Cobra’, la serie ‘Music Roamance’, i 25 capitoli “Filmworks” (compreso quello targato 2013 ‘City of Slaughter/Schmatta/Beyond the Infinite’), Naked City, Painkiller, Hemophiliac, Masada, Electric Masada, Complete Masada, Masada String Trio, Bar Kokhba Sextet, i 5 volumi delle serie Masada, i 12 della serie ’50th Birthday Celebration’, i Masada Book, The Moonchild Trio, oltre alle decine di collaborazioni e guest eccellenti, l’ultima delle quali riporta ad ‘Utilitarian’ dei Napalm Death in cui Zorn suona il sax nel brano ‘Everyday Pox’. Infine notizia dell’ultima ora: eccolo  collaborare con Thurston Moore, per una joint venture a cinque stelle in fase di mixaggio con Marc Urselli (produttore/ingegnere del suono vincitore di 3 Grammy, già al lavoro tra i tantissimi con Les Paul, Lou Reed, Laurie Anderson, Sting, Joss Stone, Lila Downs, Eric Clapton, Jeff Beck, Mike Patton…).

“Now aged 60, Zorn can look back over a career of staggering productivity, created in conditions of monk-like austerity. He has hardly any furniture in his house because he’d rather fill it with books. He has no kitchen, preferring to eat out. He despises journalists and hardly ever gives interviews. On one of the few occasions when he did (to Bomb magazine), he described the doubt that haunts him. “I’m constantly tortured and that’s why I say happiness is irrelevant. Happiness is for children and yuppies. I’m not striving for happiness, I’m trying to get some work done. And sometimes the best work is done under doubt. Constantly rethinking and re-evaluating what you’re doing, working and working until it’s finished.”

[archivio]

John Zorn’s Complete Masada @ Auditorium [Roma, 25-26-27/Giugno/2007], John Zorn & Electric Masada @ La Palma [Roma, 17/Luglio/2003]

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here