How To Dress Well @ Traffic [Roma, 6/Novembre/2014]

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Dopo una giornata in cui a Roma sembrava dovesse abbattersi l’Apocalisse sotto forma di “bomba d’acqua” – disagi ce ne sono stati a bizzeffe, ma nulla di particolarmente diverso rispetto a un giorno medio di pioggia torrenziale – è cosa buona e giusta farsi coccolare le orecchie dalla voce di How To Dress Well, acclamato progetto dell’americano Tom Krell, giunto con l’ottimo ‘What Is This Heart?’ alla terza prova in studio in pochi anni. Tra i più accreditati rappresentanti di quel fenomeno musicale da più parti ribattezzato electro-soul, l’artista di Chicago si esibisce per la sua seconda data italiana di sempre al Traffic di Via Prenestina, a causa dei lavori di manutenzione straordinaria intervenuti nel corso di questa settimana al Circolo degli Artisti, location inizialmente predefinita. La partecipazione di pubblico, purtroppo, è irrisoria: poche decine di persone hanno osato sfidare impavidamente le intemperie pur di assistere al concerto. In apertura c’è la ghiotta prima esibizione live di Bruno Luno, progetto solista di Davide De Leonardis, cantante dei ben noti Masoko. Ad affiancarlo una ricca band composta da cinque musicisti, tra cui alcuni suoi compagni nei Masoko stessi, il chitarrista dei Testaintasca Giorgio Conte e Valerio Bulla (Ancien Régime, I Cani) ai synth. Partito un po’ in sordina, il concerto guadagna credito con lo svilupparsi della scaletta, vedendo nelle ultime tracce eseguite delle più che buone premesse per il futuro. Una proposta cantautorale volutamente intimista che sa immergersi nella contemporaneità grazie all’uso intelligente dell’elettronica sia sulla musica sia sulle voci. Aspettiamo fiduciosi al varco.

Anticipato da una breve intro, Tom Krell fa il suo ingresso sul palco affiancato da tre validi musicisti: un batterista live e due capacissimi polistrumentisti, per uno dei quali è il giorno del compleanno. Si parte con ‘A Power’, uno degli estratti dall’ultimo album su cui la scaletta, come giusto che sia, principalmente verterà. Tom indossa una splendida maglietta con un Kanye West versione faraone, non mancando di ricevere a riguardo gli apprezzamenti del pubblico (chi scrive s’è reso protagonista di una simpatica gag che, per rispetto al buon costume, forse non è meglio proferire in questa sede). L’atmosfera del concerto è straordinariamente e forzatamente intima e faciliterà il dialogo con i presenti e tra i membri della band stessa, lì dove altri artisti abituati a ben altre platee probabilmente avrebbero reagito diversamente. A causa di un proiettore troppo ravvicinato Tom suda abbondantemente, ma ciò non intaccherà in alcun modo la sua stupefacente prova vocale, gestita mediante l’utilizzo di due microfoni. L’interazione coi musicisti è ottima e pezzi come ‘Face Again’, ‘Repeat Pleasure’ o ‘Very Best Friend’ confermano la bontà dell’ultima opera discografica dell’americano. Chiamatelo PBR&B, chiamatelo electro-soul, How To Dress Well rinnova con originalità e carica catchy la materia black grazie anche ad un timbro vocale a dir poco meraviglioso. Tra una canzone e l’altra, Tom racconta anche qualche aneddoto sulle canzoni, sdrammatizzandone la carica emotiva. Quando torna a cantare i suoi testi, però, è impossibile non esserne toccati. Una voce soul ricca di sfumature. Su ‘Precious Love’, tuttavia, cominciano a palesarsi i primi inconvenienti tecnici che porteranno a uno sgradito epilogo. Dal monitor destro di Tom viene fuori un ticchettio ricorrente che inizialmente disturba l’esecuzione. Fortunatamente, l’intervento dei tecnici risolve la questione. ‘Set It Right’ è il brano che chiude il concerto: Tom canta un elenco di persone di cui sente la mancanza su un ritmo cadenzato ed avvolgente, quindi ringrazia i presenti, meritevoli di esser stati più calorosi di un pubblico molto più numeroso come quello di Bruxelles poche sere prima (la soddisfazione sarà evidenziata anche dai tweet notturni del cantante). Peccato che ‘Words I Don’t Remember’, l’unico atteso bis, debba essere interrotto sul nascere a causa di gravi problemi ai microfoni che rendono impossibile l’esibizione. La band, dispiaciuta, esce tra gli applausi, mentre Tom, infastidito e deluso, non demorde, resta sul palco e intona a cappella una ninna-nanna scritta per la figlia di un suo amico. Un momento davvero toccante, un vero e proprio sincero tributo a un pubblico caloroso seppur poco numeroso. Non solo How To Dress Well è tra gli alfieri della rinascita/rielaborazione della musica black, ma si è mostrato professionista serio, dando l’anima anche in condizioni non ottimali. Non è da tutti.

Livio Ghilardi

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