Hole @ Magazzini Generali [Milano, 19/Febbraio/2010]

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Una serata a cavallo tra angeli e demoni, tra chi non c’è più e chi ancora si “trascina” prendendosi per il naso. Courtney Love fa parte di quelle personalità che hanno dato troppo in passato ma che ormai sono “distrutte dalla pazzia, affamate nude isteriche” che si trascinano, appunto, “per strade negre all’alba in cerca di droga rabbiosa”. Il feedback è forzatamente più un revival che un reale dato di fatto, oggi, nel 2010. Vidi le Hole nel 1994, al Reading Festival, quando tentava, forse, di celebrare con ‘Through This’ la controversa scomparsa del marito. Non resta nulla della band che ha pubblicato ‘Celebrity Skin’. Solo la vedova Cobain. Troppe scaramucce, liti e denuncie tra ex componenti specialmente adesso che sta per uscire il nuovissimo album (‘Nobody’s Daughter’ ad aprile 2010) in cui hanno collaborato Billy Corgan (Smashing Pumpkins) e Linda Perry. Vedremo come andrà a finire la vicenda sui diritti del nome della band visto che Eric Erlandson, co-fondatore delle Hole, ha dissentito con la ex-riot grrrl nel seguente modo: “un contratto dice che non possono esistere le Hole senza di me”. Per questo minitour che ha toccato solo sei date New York, Londra (due concerti di cui uno cancellato all’ultimo minuto per motivi ridicoli), Milano, Amsterdam e Austin, la Love è accompagnata da sconosciuti se si esclude il giovanissimo Micko Larkin (Larrikin Love).

Tutto sold-out per la data milanese organizzata dalla sempre puntuale e in ascesa Grinding Halt. Infatti, mentre cerco un parcheggio non troppo distante dai Magazzini Generali, noto più di una persona che gira con fogli sui quali è scritto chiaramente “compro biglietti!!!”. Non mi sembrano bagarini, troppo giovani e colorati. L’inizio del concerto è fissato per le 20. Sono sconvolto oltre che leggermente in ritardo. Se si continua di questo passo tra un po’ dovremo prendere mezze giornate di ferie per vedere uno spettacolo, cazzo. Entro nella grande sala mentre suonano i grungettari ed italianissimi Betty Poison. Sono emozionati e felici di aprire per le Hole (basta leggere sul loro myspace) ma ciò non crea in loro alcuna ansia da prestazione nell’eseguire i brani.

E’ il momento delle Hole. Un plotone di fotografi è schierato come cecchini serbi a due metri dalla vittima. Qualcuno sul palco sta istallando un monitor a mo’ di gobbo. A differenza di alcune malelingue, non mi stupisco dell’aiutino concesso. Nel mondo del rock ci sono aiutini ben peggiori che purtroppo il pubblico non vedrà mai. Esce dal backstage con un vestitino corto, scuro e tempestato di intarsi dorati. Una fascia gli tiene i lunghissimi capelli biondi. Quarantasei anni e non sentirli anche se la nostra Love avrebbe potuto risparmiarsi qualche ritocchetto di troppo, specie sulle labbra. Attaccano con ‘Pretty On The Inside’ che si trasforma improvvisamente in ‘Sympathy For The Devil’ dei Rolling Stones. Segue l’inedita ‘Skinny Little Bitch’ che sarà contenuta nel nuovo lavoro. Ma il pubblico va in delirio quando alla fine del brano viene accennata con la chitarra ‘Miss World’. Nessuno pare rendersi conto del livello d’improvvisazione con cui la band affronta questo live. La scaletta infatti non viene eseguita in maniera fluida. C’è molto nervosismo sul palco, ma in fondo la band è stata messa su solo per il rilancio della Love che tenta invano di dettare i tempi al resto della band. In fin dei conti non è mai stata un buon direttore d’orchestra. La voce comunque è quella che ricordiamo e non tradisce le attese specialmente quando esegue gli altri pezzi più conosciuti come ‘Violet’, ‘Malibù’, ‘Celebrity Skin’, ‘Doll Parts’. Le persone restano un po’ spiazzate di fronte ai nuovi pezzi (‘Samantha’, ‘Nobody’s Daughter’ e ‘Pacific Coast Highway’) che, per dire la verità, sembrano poco convincenti. Credo che ciò abbia contribuito a far salire la tensione in sala: non a caso Courtney ci (o si) domanda “Ma vi state annoiando?”. Beh, la verità è nel mezzo. Personalmente, sono più eccitato delle ragazzine con calze rotte e vestitini eccessivamente trasparenti sotto i quali non traspare alcuna biancheria intima perché il link col passato che la vedova allegra ci ha offerto stasera è il gate verso il rock più dannato che ci sia a prescindere dalla forma delle cose e dalle aspettative forse non così troppo tradite.

Andrea Rocca

4 COMMENTS

  1. che miriade inaudita di parole senza significato!!!ma c’eri al concerto o le troppe trasparenze delle ragazzine ti hanno fatto pompare troppo sangue dove non dovrebbe andare e te lo ha tolto dal cervello??

  2. Grazie dell’osservazione Gigi. Voleva essere solo una piccolissima nota di colore e basta magari un po’ R’n’R e provocatoria. Al di la di questo, estrapola pure dal report quello che più ti aggrada (qualora ce ne sia) ma mi raccomando… Seguici ancora e che il R’n’R ti benedica! Bye!

  3. Ero in prima fila sotto al palco, davanti a me Courtney love, un mito….. Per chi come me è sulla trentina forse può capire che cosa il grunge e la coppia kurt & Courtney hanno rappresentato!! Certo gli interventi estetici hanno cambiato il suo aspetto ma la forza e l’energia sembrava quella di un tempo!!! Personalmente la sera del 19 febbraio a Milano ho realizzato un sogno cioè quello di vedere Courtney dal vivo e di assistere ad un suo concerto. In quanto alle giovani ragazze/i condivido sul fatto che alcune erano un po’ troppo calate nella parte però in fondo anche io all’età di 15 anni indossavo camice di flanella a quadri… converse… e jeans strappati se sei un vero fan lo sei fino in fondo…. Ma sicuramente l’emozione più forte è stata per chi, come me, ha realmente vissuto il periodo d’oro del grunge, della nirvanamania e delle Hole!! Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Pace, amore ed empatia.

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