Heron Oblivion – s/t

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Con gli Heron Oblivion il rischio c’è. Di far salire il livello dell’idiosincrasia verso le recensioni prolisse, inutilmente piene zeppe di riferimenti biografici copia-incollati, disidratate, prive di quella linfa vitale utile per evitare che alla fine della lettura ci sia una sola domanda possibile: “OK, ma che cazzo di musica fanno questi qua?”. Perchè i quattro membri della nuova band di San Francisco hanno tutti un passato/presente ricco di esperienze a cinque stelle che andrebbero raccontate in un articolo di approfondimento. Ethan Miller e Noel Von Harmonson > Comets On Fire ma anche coinvolgimenti diretti > Sic Alps, Six Organs of Admittance, Howlin’ Rain, Feral Ohms. Poi c’è Charlie Saufley > Assemble Head in Sunburst Sound e la parte femminile che ha il volto di Meg Baird > Espers > Watery Love. Capirete allora come l’omonimo debutto sia un fottuto killer album. Che mescola virulento l’ossessivo wah-wah della miglior psichedelia oggi in commercio (il mercato è sempre quello Californiano), le distorsioni pseudo-punk/noise frutto della follia dei protagonisti, il sapore “acido” della West Coast dei ricordi più belli. Un disco inappuntabile. Un disco genuinamente americano. Come piace tanto a noi altri. (ET)

Sub Pop

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