Hercules And Love Affair @ Circolo degli Artisti [Roma, 13/Ottobre/2010]

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Un’altra piacevole serata infrasettimanale cordialmente offerta dal Circolo degli Artisti. È serata di contrasti e vodka red-bull. Roma saluta gli outsider della disco 80’s house/dirty/funk e chi più ne ha più ne metta con l’esordio della sua stagione monsonica, ma gli tsunami di acqua piovana lungo le stradone romane non scoraggiano la popolazione camp accorsa ai margini di questo rovente e improvvisato dancefloor del martedì notte. Chi è venuto qui questa sera si aspetta un combo sfrontato di suoni dance e vocalizzi afro, sfringuellamenti e ritmi solidi di cassa e basso. L’incarnazione perfetta di questi sfringuellamenti è tale Antony Hegarty, voce di molti dei brani del disco d’esordio dell’ensemble newyorkese stasera protagonista, nonché più noto frontman di Antony & The Johnsons, personaggio tanto imponente, quanto delicata e drammaticamente riconoscibile è la sua voce. Antony, ovviamente, stasera non c’è. C’è l’impressione della sua voce. E la curiosità di sapere come dal vivo suoni questa mescolanza scombinata di dj, vocalist e menestrelli sintetizzati che sono gli Hercules And Love Affair.

I soggetti in questione, capitanati dal super-camp e un tantinello bear Andrew Butler, che ondeggia e fa guizzare i suoi muscoli da dietro la consolle, sono una proiezione ancora piu’ immaginifica e, se possibile, sfrontata di quanto il nome di Antony possa evocare. Arrivano sul palco e sembrano i protagonisti di un film di John Cameron Mitchell: si muovono in bilico tra la sessualità maschile e femminile, vestono outfit carnascialeschi e intonano suoni anni ’80 mescolati a suggestioni da world music, il tutto condito da una sezione ritmica di piatti e sintetizzatori. Le tre voci di Foxman, Aerea Negrot e Sean Wright si cambiano di posto e intonazione, confondendo il pubblico tra le continue sequenze di brani (che somigliano più a una selezione da dj-set che ad una scaletta concertistica) e le pose da avanspettacolo che assumono. A sentirli, anzi a “vederli” suonare, non sembra poi tanto giusto che siano loro a fare da spalla ai Gossip e non viceversa. A vederli “suonare” gruppi come gli Scissor Sisters sembrano decisamente emulativi, per quel poco di originalità di cui è lecito parlare in queste circostanze. Al passare dei brani la popolazione inquieta del martedì sera si scalda. È chiaro che l’attesa crescente è per ‘Blind’, tormentone di tutti i tormentoni d’annata 2008, in cui il sopra-citato Antony gettava la sua voce sublime in pasto ad orde di distratti ma ammaliati ascoltatori di ogni genere e fattezza. ‘Blind’ – ovviamente – arriva, anche se non come finale degno di questo nome. Forse per la qualità di missaggio stasera non ottimale, forse perché ogni re-interpretazione suonerebbe a dir poco sminuita rispetto all’originale, la canzone non galvanizza i presenti come era lecito aspettarsi. Eppure fluisce via, sull’onda dell’entusiasmo e del divertissement che i cinque hanno saputo organizzare sul palco. Una manciata di brani ancora ed è tempo di tornare all’umidità metereologica romana e agli ultimi scampoli feriali della settimana. Eppure c’è qualcuno che, sorridente, continua a ballare nel patio del Circolo, nonostante la pioggia.

Chiara Fracassi

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