Hellbastard @ La Scintilla [Modena, 28/Febbraio/2009]

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Chi pensa che il Virus di Milano sia morto e sepolto durante il ferragosto del 1985 con tutti quelli che vi hanno sudato, ansimato, vomitato dentro e fuori non è stato ancora a La Scintilla di Modena. Camper, furgoni, macchine piene della mejo goventù punk venuta per assistere al concerto degli Hellbastard che sono impegnati in un tour europeo e americano prima dell’uscita de loro nuovo album. Il cerchio ieri sera si è chiuso ed il Virus è risorto più a sud di Milano, precisamente a due ore di macchina, per la gioia di Philopat, per la gioia mia e per quella di tutti coloro che hanno creduto nella scena anarco-punk italiana. Evidentemente non è un caso che gli Hellbastard suonano a La Scintilla dopo aver suonato al Virus nel lontano ’88, agli albori del grindcore, dell’HC, del thrash metal quando cioè le band erano chiamate a decidere da che parte stare, decidere se essere più metal o più punk.

Gli Hellbastard all’epoca furono democratici ma soprattutto illuminati: suono slayerano + filosofia crassiana. Il giusto mix che gli permise di creare un genere tutto loro il thrash metal/crust punk, da cui il primo demo (in cassetta) dell’86 ‘Ripper Crust’. Non male. Da li, tour e concerti a raffica insieme a gruppi come Nepalm Death, Carcass, Chaos U.K, Extreme Noise, Antisect etc. La line up è cambiata più di 7 volte. L’attuale, oltre al fondatore Scruff, è composta dal fenomenale 19enne Joint Lea alla batteria e dal catalizzatore “fucktotum” oltre che carissimo amico Gianluca “The Gentleman” – dei Give Up All Hope – al basso. La performance è energica ed anfetaminica. Il terzetto è compatto ed efficace a parte quando sul primo pezzo Scruff sgancia inavvertitamente il cavo dall ‘amplificatore dando il via ad un simpatico siparietto col pubblico che grida “E-Basta!” anziché Hellbastard. Triturano note a 200 km/h gli Hellbastard ed il pubblico invasato tenta di raccoglierne i pezzettini saltando da tutte le parti. La serata è stata splendida. Ci si conosceva tutti li dentro. Viaggi ed esperienze comuni. La Scintilla era ed è certamente un revival del ’78, uno squatt nella periferia modenese chiuso in se stesso ma carico di quell’energia positiva e poco nichilista che contraddistingue l’anarco-punk da tutto il resto del punk. Una comune lontana dai finti centri sociali di oggi. Un posto “distante” anche dalla manifestazione PRO-COX18 indetta da tutti gli altri centri sociali italiani che si è svolta qualche ora prima a Milano. Una serata di ottimo thrash/crust punk accompagnato da decine di latte di birra fino a stamattina, alle ore 11, quando sono uscito dal sacco a pelo per aprirmene l’ennesima e quindi rimettermi in viaggio per Milano.

Andrea Rocca

2 COMMENTS

  1. La scintilla ha la discotrash a fine serata, il calcetto e penso sia il posto occupato da più tempo in Italia o quasi. E poi, è piena di modenesi e non di meneghini. Fondamentalmente, non c’è scozzo.

  2. Non credo sia il primo posto occupato in Italia…ne conosco almeno tre, occupati prima de La Scintilla… Di certo è uno dei pochi posti rimasti in cui è bene mettere dentro il naso prima di sciattare. No scozzo. Hai ragione.

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