Heliotropes: da NY (con l'ombra di Inger Lorre)

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Per più di una semplice assonanza. Finiscono tra le Top Stories direttamente così le Heliotropes, quartetto all female di Brooklyn, indicato tra le 50 cose più stimolanti della “grande mela” Anno Domini 2013. Ma dicevamo dell’assonanza. In attesa del debutto via Manimal Vinyl pronto in primavera, le ragazze guidate dalla frontwoman Jessica Numsuwankijkul lanciano il singolo ‘The Dove’ (guarda) e quel modo così lascivo di cantare, quel sound che fa flirtare il grunge con il metal finanche con richiami stonergoth rock, mi ha immediatamente riportato alla mente i grandissimi The Nymphs della spettacolare-folle tossicità di Inger Lorre (guarda). Un solo album omonimo nel 1991 griffato Geffen e il prematuro scioglimento (seppur la storia della band – originaria del New Jersey ma con “passaporto” californiano – risalga al lontanissimo 1985) scatenato da una leggendaria pisciata della Lorre (in preda ai deliri provocati da abusi di eroina e alcol) sulla scrivania di Tom Zutaut dell’allora potente label americana. Un inutile EP ‘The Practical Guide to Astral Projection’ apparirà qualche tempo dopo senza lasciar traccia. Lori Ann Wening (questo il vero nome) tornerà dunque in New Jersey, proverà con i Motel Shootout, prima di essere ricoverata per un lungo periodo di disintossicazione. Succesivamente instaura un profondo rapporto d’amicizia con Jeff Buckley assieme al quale comincia ad avere importanti frutti musicali. La prima collaborazione è per il tributo a Kerouac ‘Kicks Joy Darkness’ con il brano ‘Angel Mine’ (ascolta), grande stato d’allucinazione dove il compianto Jeff suona anche il sitar. La seconda compare invece nel debutto solista di Inger Lorre – ‘Transcendental Medication’ – uscito nel 1999 via Triple X. Il duetto è questa volta per il brano ‘Thief Without The Take’ (ascolta). Nel disco va ricordato l’attacco diretto a Courtney Love riportato nel testo di ‘She’s Not Your Friend’ (“I thought you swore/you didn’t have a goddamn gun/well son of a gun/did they make you run/into the first pair of arms/that you mistook for love/and maybe it even was/but she’s not your friend/she can tell you what you want/but she’s not your friend”) sorta di risposta alla “botta” che la vedova Cobain aveva servito alla Lorre in un articolo apparso su Vanity Fair all’indomani dell’uscita di ‘Pretty On The Inside’ delle Hole. Nell’album inoltre figura la splendida ‘Yard Of Blonde Girls’ (ascolta) che lo stesso Buckley coverizzerà alla sua maniera nel postumo ‘Sketches for My Sweetheart the Drunk’. Tutto questo quasi due anni dopo la tragica fine del figlio d’arte avvenuta nel maggio 1997. Ancora un ritorno a casa per la Lorre (oggi 49enne) che dopo qualche particina in film minori, riappare ospite di Henry Rollins in ‘Rise Above’ nella cover dei Black Flag ‘Slip It In’ (ascolta). Qualche anno fa invece alcune sporadiche apparizioni dei Nymphs han fatto presagire un ritorno in line-up originale, speranza bruciata dalla drammatica fine del batterista Alex Kirst, morto nel gennaio 2011 dopo essere stato investito da un automobile. Per non dimenticare.