Heavy Trash @ Init [Roma, 21/Gennaio/2010]

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Questa sera l’Init ospita una band davvero interessante: sono gli Heavy Trash, progetto rockabilly di Jon Spencer, direttamente dalla Blues Explosion, e di Matt Verta-Ray dei Madder Rose. Ad aprire la serata ci sarà il canadese Bloodshot Bill.Per quanto riguarda la band newyorkese di John Spencer, c’è da dire che i quattro riescono ad offrire uno spettacolo incredibilmente divertente. Hanno un sound, una carica e una compattezza musicale che pochi gruppi possiedono oggigiorno. Invece Bloodshot Bill è un pazzo!

Ore 10: l’Init è già affollato, ma c’era da aspettarselo, considerato l’evento. Fuori il freddo punge e dentro la gente beve per “riscaldarsi”. Sul palco gli strumenti già sono pronti, ma quello che noto è una grancassa, uno sgabello e un charleston posizionati di lato a sinistra, segno che di lì a poco Bloodshot Bill avrebbe iniziato il suo spettacolino. Dopo una mezz’oretta infatti sento i primi colpi di cassa, sul palco infatti c’è lui che con la sua voce sgranata e la sua chitarra sgangherata urla le sue canzoni selvagge. È veramente un grande intrattenitore, un vero One Man Band, perchè da solo riesce a trasmettere ritmo e coinvolgimento. Non solo canzoni ben fatte, ma anche trasporto e interazione con il pubblico. Durante la performance la sala si riempie, il pubblico è divertito nel vedere questo omaccione coi baffi e col ciuffo che sbatte da tutte le parti suonare, ansimare e grugnire come un pazzo. Tutti apprezzano molto. Anche una ragazza di fronte a lui tra il pubblico si scatena, ma poi mi accorgo che è Margaret, ex-chitarra dei Demolition Doll Rods e che da un po’ di anni ha iniziato a girare il mondo (e spesso l’Italia) cantando e suonando per conto suo. Bill la fa salire sul palco per cantare l’ultimo brano.

Poco dopo sul palco salgono le star della serata. Al contrabbasso c’è Simon Chardiet, simpaticissimo, che sembra divertirsi come un pazzo mentre suona e alla batteria Sam Baker partecipa come se fosse lui il frontman della band (può sembrare strano ma non è così scontato vedere tanta allegria). Cominciano senza perdere troppo tempo con ‘Say Yeah’ e ‘Nervis’, i due singoli rilasciati prima del loro ultimo album ‘Midnight Soul Serenade’. Già dai primi due brani mi torna in mente il motivo per cui qualche mese fa a Londra mi avevano conquistato: potrebbero definirsi “hard-rockabilly” perché potenziano questo genere anni ’50 con un approccio quasi hard rock. Nei momenti in cui Matt Verta-Ray sforna i suoi assoli è impossibile rimanere fermi. Comunque proseguono con ‘Punk Rock Mama’, ‘Isolation’ e poi finalmente salutano il pubblico e si presentano. Jon Spencer è scatenato, ai limiti dell’ubriachezza molesta, ma è grande e coinvolge tutti. Eseguono ‘That’s What Your Love Gets’, ‘Pimento’ per poi arrivare a ‘Bedevilment’ e ‘Sweet Little Bird’, quest’ultima allungata per circa 20 minuti di puro delirio rock’n’roll. Dopo la pausa ritornano e concludono con altri quattro brani sempre dell’ultimo lavoro, ma chiudono in bellezza con ‘In My Heart’. Uno spettacolo selvaggio e travolgente che si conclude con una sorpresa: mentre il pubblico si appresta ad uscire e Jon e Matt firmano autografi al banchetto dei vinili, Bloodshot Bill, Simon Chardiet e Sam Baker, rispettivamente al contrabbasso e alle due chitarre, improvvisano un paio di classici “unplugged” in mezzo alla sala-bar circondati da persone che ballano, urlano e sorridono. Vi sfido a trovare qualcosa di più divertente e spensierato!

Marco Casciani