Hardcore Superstar @ Alpheus [Roma, 27/Gennaio/2004]

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La prima buona notizia è che il rock’n’roll è tornato a Roma; la seconda è che a riportarlo non sono i soliti residuati bellici ma una band “nuova”e cioè gli Hardcore Superstar, formazione svedese che ha all’attivo tre album. Il primo suscitò talmente tanto clamore che la band fu chiamata a supportare gli AC/DC in Europa, il secondo aveva lasciato un po’ perplessi causa un eccessivo ammorbidimento dei suoni, fino al terzo (‘No Regrets’) che li ha restituiti più in forma che mai. Un album veloce, allegro, pieno di riferimenti al glam anni ’80, al pop punk di Buzzcocks, Clash, Ramones, con una spruzzata di Moot The Hoople e Beach Boys, coretti e “claps” presenti quasi in ogni canzone.

Ad aprire lo show ci pensano gli Spedbuggy USA, gruppo in cui ha militato anche un ex componente dei NOFX. Sei-pezzi-sei tutti uguali, di uno strampalato country punk, la cui idea di base non sarebbe neanche male, se non fosse per l’esecuzione misera e fredda, che ha lasciato completamente indifferente il pubblico. Nulla da ricordare. Belle camicie però!

Meno male che ci sono i Gemini 5 a scaldare per benino il pubblico accorso. Il loro ‘Babylon Rockets’ sta beatamente spopolando tra i rocker e si fa un bel parlare di loro. Attitudine, canzoni e look decisamente glam, suono massiccio e moderno, sono il bel mix proposto dal gruppo. Cori belli da cantare e sfavillanti schitarrate che mandano il pubblico in giuggiole specie nei due pezzi finali: ‘Automatic Cool’, divertente r’n’r anthem il cui testo è formato da titoli di classiche rock song e la cover (che è anche il loro primo singolo) di ‘You Spin Me Round’, che ha fatto saltare un po’ a tutti le cervella visto le danze che ha scatenato. L’unica pecca è la loro immobilità sul palco. Possibile che con quel repertorio e quell’immagine in tutto si saranno mossi di 2/3 cm? Per il resto si prevede un futuro coloratissimo!

Rapido cambio di palco e finalmente la scan-rock band più amata d’Italia (cinque le date per questo tour nella penisola italiota) è pronta per il suo primo concerto da headliner a Roma (avevano gia suonato nella capitale una mezz’oretta di spalla ai Motorhead due estati fa). “One-two-three!” ed arriva una ‘Still I’m Glad’ che manda il pubblico in delirio… si salta, si canta, si urla, il suono esce pulito e potente. Jocke Berg, il cantante, è un novello Steven Tyler per il modo di muoversi, di atteggiarsi, di intrattenere, di ballare, supportato da Mr. Silver, vero r’n’r dandy, che ha il merito di portarsi sulle spalle tutte le parti di chitarra, coadiuvato dalla base ritmica precisa e tosta di Martin e Adde. Ma quello che più aiuta le Superstars in un concerto sono le canzoni! Veramente difficile rimanere fermi o indifferenti quando scattano la bonjoviana ‘It’s My Life’, la gommosissima ‘Just Another Score’, la dolce ‘Someone Special’ o quella ‘Shame’ che sembra essere uscita direttamente da un album dei Kiss.

Per chi ama il genere i quattro svedesi sono una manna dal cielo. Si divertono e giocano con il pubblico che non smette un attimo di cantare a memoria ogni pezzo, così quando parte ‘Breakout’, uno dei pezzi più belli di ‘No Regrets’, comincia una vera festa di salti e balli culminata poi con l’esecuzione della cover degli Hanoi Rocks ‘Don’t You Ever Leave Me’. Dopo la solita scenetta dei finti “adios” per farsi richiamare per i bis, iniziati con un accenno gratuito a ‘Rock Of Ages’ dei Def Leppard (cosi, tanto per gradire), l’Alpheus si tramuta in una bolgia perchè gli HS hanno pensato bene di sparare nel finale uno dietro l’altro quattro colpi tratti da ‘Bad Sneakers…’. Arrivano (finalmente!) ‘Have You Been Around’, ‘R’n’r Star’, ‘You Will Never Know” e la bellissima ‘Liberation’, che vanno a chiudere uno dei concerti più intensi visti a Roma per partecipazione fisica, emotiva e per esecuzione (ovviamente in riferimento al genere proposto questa sera). Adesso speriamo che nel prossimo tour non dimentichino di nuovo di inserire Roma, visto anche il calore che il pubblico gli ha dimostrato.

Dante Natale

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