Hanne Hukkelberg @ La Casa 139 [Milano, 9/Maggio/2009]

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Dopo il tour del 2007 legato all’album ‘Rykestraße 68’, Hanne Hukkelberg è tornata in Italia al fine di per presentarci il terzo e nuovo album ‘Blood From A Stone’ decisamente più “rock” rispetto al precedente. Avrebbe dovuto suonare solo a Milano ma, data la grande richiesta, è stata inserita anche la data di ieri al Retro Pop Club di Pinarella di Cervia (RA).

Dicevamo, il terzo album dell’usignolo norvegese si rifà ad influenze indie ben precise. Nell’ascoltarlo i rimandi a Cocteau Twins, Pixies, PJ Harvey, Curve e Miranda Sex Garden sono ben definiti. Mi sarei aspettato la presenza sul palco di frigoriferi, porte di treno, utensileria varia. Invece a parte la batteria minimal di Martin Langlie addobbatissima di piatti e piattini (la stragrande maggioranza fatti in casa), non vi era nulla di particolare nella strumentazione della band. Al concerto sono presenti un centinaio di persone. Intorno alle 23 esce il quintetto dal backstage. Questi norvegesi… me li ricordavo decisamente più alti dal viaggio fatto ad Oslo qualche tempo fa. Hanne è un peperino di circa un metro e settanta che ci sorride cordialmente mentre si posiziona il microfono di fronte a lei.

Il sound è perfetto fin dal primo pezzo ‘Midnight Sun Dream’ Aver registrato ‘Blood From A Stone’ in presa diretta credo sia il motivo della perfetta esecuzione dei brani. Seguono ‘In Here/Out There’ e ‘Seventeen’ prima di ritornare a sonorità più jazz con ‘Cheater’s Armoury’ tratto da ‘Rykestraße 68’ che gli valse il “grammy” norvegese. Gli ultimi tre pezzi lasciano il pubblico in visibilio; gli applausi divengono mano mano sempre più prolungati lasciando un riverbero in sala che anticipa ogni pezzo seguente. Il tandem vocale di Hanne e Mai Elise su ‘Bygd Til By’ è da brividi: le corde vocali delle due donne si incatenano tra di loro tentando pinnacoli degni di Kristin Hersh e Siouxsie Sioux. L’unico intoppo Hanne ce l’ha quando, alle prese con il pianoforte elettrico, fallisce l’attacco di ‘Northwind’ sotto gli occhi attenti della più sicura Mai Elise. Il pubblico la incoraggia con un affettuoso applauso e lei decide quindi di fermarsi dopo poche note per riprenderlo dall’inizio come una scolaretta di fronte al saggio di fine anno.  Concludono con ‘No One But Yourself’ e ‘Bandy Riddles’. Una serata di musica piacevolmente colta e tutto sommato eseguita con estrema precisione. Una profonda sensibilità di tutti i musicisti nel controllare le dinamiche percussive di ogni strumento. Sopra ogni cosa l’”ugola d’oro” di Hanne e la sua passione per il jazz, il rock indie, la new wave più decadente che ci ha consentito di godere della sua delicata e innocente capacità di riassumere tanti generi ed influenze differenti, spesso anche lontane cronologicamente tra di loro.

Andrea Rocca

1 COMMENT

  1. Bel report e ricordo l’ottima performance di Hanne a Roma, tre anni fa. Eravamo in dieci. Dopo di lei il concerto stupefacente di un’altra norvegese: Kristin Asbjørnsen. Viva i fiordi.

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