Half Japanese: il nuovo album

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Sui fratelli Jad e David Fair non basterebbe scrivere un libro di mille pagine per raccontare tutta l’importanza di chiamarsi Half Japanese. L’idea autentica di “lo fi”. Il seguito di ‘Overjoyed’ (arrivato a 13 anni dall’ultimo lavoro, escludendo il recente EP ‘Bingo Ringo’) si chiama ‘Perfect’ e arriva il 22 gennaio via Joyful Noise Recordings che lo lancia così: “otherworldly sounds, chaotic rhythms, and weird time signatures accompanied by frontman Fair’s brash vocals and oddball lyrics”. Gli Half Japanese esistono da metà anni ’70 (c’è chi dice 1974, altri 1977), da quando cioè i due fratelli (nativi del Michigan o di San Francisco?) decidono di dare vita ad un progetto di sperimentazione che sarà nodale per l’underground americano degli anni ’80. Siamo a Uniontown nel Maryland, e dopo una serie di EP i Fair reclutano altri due fratelli (Ricky e John Dreyfuss) per iniziare una produzione che sarà prolifica, collaborativa, seminale, frastagliata, correlata, trasversale.

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