Grinderman @ Live Club [Trezzo sull'Adda, 6/Ottobre/2010]

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“A vent’anni diceva che non sarebbe arrivato vivo ai 50. Ora che li ha superati, come si immagina la sua vecchiaia?” “O rimango in sedie a rotelle, in compagnia di una bella infermiera. O vado in Thailandia a riprendere con le droghe pesanti”. “Sua moglie è d’accordo?” “Mia moglie non vorrà avere accanto un vecchio signore puzzolente”.

Ho voluto iniziare così questo live report. Certo si tratta solo di semplici risposte rilasciate in una intervista al Corriere della Sera il giorno prima della data lombarda. Ma conoscendo Cave, non c’è da scherzarci, visto che ne ha viste tante e dato che il suo rapporto con la vita non è stato sempre rose e fiori. E’ a credito con essa? Beh, visto che ancora è qui sulla terra ferma, vivo e vegeto, intento a vomitarci addosso le sue paturnie e le sue visioni, potremmo certamente affermare all’unanimità di si.

E se pensate che possa esserci un eccesso di self-marketing in quelle affermazioni, allora siete fuori strada. Non capita spesso di vedere, pettinato e agghindato con un bel vestitino nero, un animale a volte randagio, spesso feroce e fuori controllo come lui. L’altra sera mi ripetevo “ma il WWF è al corrente che rockers come lui sono in via di estinzione?!?”. Qualche bracconiere tenta anche di sbattere Re Inkiostro al muro con un’accusa di plagio. E’ il caso di ‘Palaces Of Montezuma’, tratta dall’ultimo lavoro ‘Grinderman 2’, rivendicata da Frankie Duffy, componentedi una band scozzese. Staremo a vedere. Certo è difficile credere che Nick e soci abbiano rubato quei versi.

Torniamo a noi ossia a ‘Grinderman’ e a ‘Grinderman 2’. Post-punk-blues, garage e tanto dei mitici Birthday Party è racchiuso nella Grinderman band e nei Grinderman album sia che ci si riferisca al primo oppure al secondo album omonimo. Una carica vitale, viscerale e tentacolare che ti scaraventa e riporta ai gloriosi anni ’90, quando Nick, divorato dalle droghe, e i “semi cattivi” facevano traboccare i locali di mezzo mondo. Vederlo ridicolizzare la Security sistemata sotto il palco specie quando, a metà concerto, li manda letteralmente affanculo (“Security fuck off!!”) perché non consentivano a chi era posto nelle prime file di scattare fotografie, non ha prezzo. Che dire? Il rock’n’roll non è ridotto poi così male!

Sono le 20.30. Avrebbero dovuto aprire i The Hunter Gracchus, band free-jazz del Nord dell’Inghilterra, che però non sono mai apparsi ai nostri occhi. La gente non si lamenta. Anzi, comincia a chiamare Nick e gli altri a gran voce. E questo va avanti per più di un’ora. Alle 22.45, ecco che le luci illuminano le ombre dei due barbutissimi Warren Ellis (chitarra/violino componente anche dei Bad Seeds) e Jim Sclavunos (attuale batterista dei Bad Seeds). Segue Martyn P. Casey (ex Bad Seeds) e quindi Nick Cave. La versione acid-blues dei Bad Seeds insomma. La parte malata, infetta e vicious della band australiana. Grinderman è Nick Cave, Grinderman è il Dottor Jekyll dei ‘Bad Seeds’, Grinderman è cinismo, follia e perdita di coscienza. Avremmo dovuto capire come stavano realmente le cose nei Bad Seeds quando Blixa Bargeld (Einsturzende Neubauten) li ha abbandonati sbattendo la porta e Mick Harvey ha centrato con un bel gancio la faccia tosta di Cave.

Attaccano senza troppi convenevoli con ‘Mickey Mouse And The Goodbye Man’ al termine del quale Nick rivolge alcuni complimenti a Warren Ellis dicendogli “You’ll be a good man because they love you. You’ll smoke, take crack, stage dive, jump on stage, whatever you wanna do”. Detto ciò parte ‘Wormer Tamer’. Segue ‘Got It On’, ma si fermano nel bel mezzo del pezzo col sopracitato “Security fuck off!!”. Sono totalmente preso, catturato da quei gesti e da quei movimenti che da troppo tempo non vedevo più su di un palco. Mi faccio spazio per qualche scatto. Perdo l’inquadratura. Punto, schiaccio e lascio che il click si riverberi nella mia mente giusto il tempo per un’altra diecina di foto. Su ‘Heathen Child’ Nick da di nuovo addosso ai buttafuori cambiando addirittura il ritornello “You think government will protect you/You are wrong!” con “You think security will protect you/You are wrong!”. Alla fine del pezzo, come in altre date internazionali, ci tiene a ribadire il concetto “Gimme the money” rivolgendosi arrogantemente verso il pubblico. Provacatore. Ma è con ‘Evil’ che si consuma il delirio collettivo specie quando Warren Ellis si siede per terra, davanti ai suoi amplificatori, ed inizia a imprecare, osannare, gridare il ritornello. ‘Bellringer Blues’ ci fa fluttuare tutti con quell’attacco psichedelico che rallenta i battiti cardiaci fino a farti perdere l’equilibrio. E’ vigliaccamente e dolcemente nauseante come fosse brown sugar. Non so se rendo l’idea, ma se conoscete di cosa parlo concorderete certamente con me. Terminano con ‘Grinderman’. Non so che ora sia ormai. Riprendo la via di Milano. Questa volta sono soddisfatto anche se ho dovuto macinare un’oretta di macchina da Milano, vista la pietosa situazione ‘locali’ descritta in più di un’occasione su questa webzine dal sempre-verde socio Chris. R’n’R bless U.

Andrea Rocca

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