Gregor Samsa @ Traffic [Roma, 18/Maggio/2008]

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Resterà come uno dei concerti più belli di questa stagione, quello dei Gregor Samsa. Una serata magica, speciale, unica come solo la loro musica sa esserlo. L’accogliente locale di Via Vacuna si conferma tra i migliori della capitale con una programmazione da far paura, dove il nome Gregor Samsa era da tempo appuntato sul mio calendario, alla casella 17 Maggio. Il gruppo americano è in Europa per presentare il nuovo lavoro ‘Rest’, un lavoro più “da salotto” come lo definirà il buon Gherardi, al quale devo dei ringraziamenti per avermi concesso la stesura di questo scritto. La serata ha inizio poco prima delle 23, quando distorsioni e delay introducono il set dei concittadini Sea Dweller, autori di uno shoegaze sonico e aggressivo. Già visti in diverse occasioni, il gruppo romano ha nel frattempo pubblicato un disco e, soprattutto, perfezionato l’esecuzione live dei pezzi, riuscendo ad amalgamare i diversi suoni in un muro compatto di distorsioni. In circa mezz’ora di concerto i quattro Sea Dweller strappano applausi convinti ai presenti che aumentano con lo scorrere del tempo, andando a riempire la sala del Traffic.

Sono da poco passate le undici e mezza, io ho fatto spesa al banchetto del merchandise, i Gregor Samsa hanno montato i loro (numerosi) strumenti sul palco, e tutto sembra pronto per l’inizio. Ma le luci cangianti infastidiscono il gruppo, che chiede se non sia possibile lasciare la luce fissa su un colore. Il blu illumina strumenti e volti dei Gregor Samsa e il concerto può finalmente cominciare. L’inizio è affidato ai pezzi più silenziosi della loro produzione, molti gli episodi tratti dal loro ultimo lavoro, che conferma in chiave live quanto affermato dal Gherardi. È un disco diverso dalla precedente produzione del gruppo. Meno chitarre, molto pianoforte, archi e clarinetto. Ma non per questo meno bello, anzi. L’acustica è perfetta, i suoni giungo distinti e puliti alle orecchie del pubblico e le voci, sussurrate, creano un’atmosfera avvolgente sui tappeti sonori composti da tastiere, vibrafono, clarinetto, violino, oltre ai più classici chitarra, basso e batteria. Verso la fine del concerto arriva la tanto attesa, almeno da parte, ‘Young & Old’, probabilmente il miglior brano del gruppo. L’esecuzione è toccante, con quell’inizio essenziale e semplice, che sfocia nel potente finale dove la collaborazione di basso chitarra e batteria crea un suono simile alle onde che si infrangono su una scogliera, mentre il violino, timidamente, ricama una malinconica linea melodica. Sarà il penultimo brano in scaletta e sicuramente l’apice della seconda parte del concerto, più movimentata rispetto alla prima. Timidamente i Gregor Samsa ringraziano e salutano il pubblico romano, che però li richiama sul palco, ad eseguire un ultimo bis. Si spengono le luci blu, e finisce una delle più belle serate di quest’anno. Grazie al Traffic, grazie ai Sea Dweller, grazie ai Gregor Samsa.

Emanuele Avvisati

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