Grammy Awards 2015: la vittoria di Mike Farris

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Una storia iniziata più di vent’anni fa con un rock energico figlio dell’area geografica di residenza. L’amore per il profondo sud si materializza in lunghe jam e irruenti brani hard; Black Crowes e Gov’t Mule i rivali, Allman Brothers e Lynyrd Skynyrd gli esempi da seguire. Tre album in studio, bellissimo il classico ‘Magnolia’, un album da gustare tutto d’un fiato senza distrazioni, una manciata di live poi lo split. Si esaurisce così nell’arco di un decennio scarso la carriera degli Screamin’ Cheetah Wheelies. Il primo frutto del frontman Mike Farris, dopo la fine degli SCW è ‘Goodnight Sun’ del 2002, un album autoprodotto che inizia un percorso ben diverso dalle sonorità della band precedente, le forti influenze territoriali di Nashville e Memphis forgiano un sound in bilico tra soul, gospel e rock dove emerge potente la bellissima voce. La ricerca del giusto equilibrio tra un sound contemporaneo ma allo stesso tempo classico si sviluppa lentamente e con difficoltà economiche. È così che nel 2012 nasce la genesi di ‘Shine For All the People’, una raccolta fondi lanciata tramite internet dallo stesso Mike è la sincera richiesta d’aiuto allo zoccolo duro di fan che lo seguono. Alcuni video illustreranno a intervalli regolari i progressi delle registrazioni, un percorso lento e dispendioso con molti stop. Nel frattempo Mike, che è diventato credente convinto, si esibisce ovunque, chiese e feste private, oltre alla normale attività, lo vedono attivo in  appuntamenti che prevedono sermoni cristiani e set acustici per voce e chitarra. Nel 2014, ‘Shine For All the People‘ vede finalmente la luce, un piccolo capolavoro senza tempo che omaggia Al Green senza clonarlo, l’album non passa inosservato alla grande industria che lo nomina ai Grammy del 2015 per Best Roots Gospel Album. Ieri sera, otto febbraio 2015, la vittoria inaspettata, un premio assegnato ad un artista sincero che ha meritato sul campo il riconoscimento ottenuto.

Alessandro Bonini

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