Gossip + Battles @ Terme di Caracalla [Roma, 9/Luglio/2008]

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Ho perso i Battles l’ultima volta che sono venuti a Roma per questioni di prezzo del biglietto. Stavolta andarsi a vedere una delle band più incredibili dei nostri tempi è una necessità, un obbligo, un dovere. I Battles con ‘Mirrored’ hanno frantumato l’idea che oggi in musica non si inventa più nulla e stasera aprono, ahimè, il concerto dei Gossip. C’è un sacco di gente, come era facile prevedere, anche tanti visi noti. Neanche il tempo di bere il primo sorso di birra che i newyorkesi salgono sul palco. La band è formata, lo ricordiamo, da mostri sacri dell’avanguardia di oggi come Ian Williams, (Don Caballero), John Stainer (ex Helmet, Tomahawk), David Konopka (Lynx), e il polistrumentista Tyonday Braxton, figlio del noto jazzista Anthony. Quando salgono on stage è un piccolo boato che li accoglie. La band si rende subito conto che il pubblico è qui più per loro che per i Gossip. Stainer si siede alla batteria e inizia la sua straordinaria performance, il resto arriva lentamente e smanetta un po’ sugli strumenti per trovare i suoni migliori mentre Stainer non si ferma. Il gruppo inizia a muoversi all’interno di suoni squisitamente liquidi e rumorosi, con un groove assassino che scuote e fa saltare i presenti. Perfetti nella loro chirurgia tecnica, precisi nei suoni ma anche possenti e fisici, sopratutto Stainer che monta una batteria con uno splash posizionato ad altezza di due metri. Braxton si autoregistra in diretta suoni con la voce che poi lascia partire in loop come tappeto sotto la musica. I momenti più esaltanti sono stati l’esecuzione della splendida ‘Atlas’, dove si incontrano math rock, free jazz, rumorismo ed elettronica, la magnifica traccia di apertura dell’album ‘Race In’, dove Stainer si accascia sulla batteria per l’intro di percussioni con la band che vi si aggrega per una esecuzione sontuosa e ‘Tonto’ con quel suo dolce morire lentamente. Il concerto purtroppo volge al termine dopo una 50ina di minuti e non ci sarà tempo per l’esecuzione di ‘Ddiamondd’, maledizione. Ma va benissimo anche così, il concerto è stato eccellente, con la sensazione di aver assisito a un live di un gruppo su cui si parlerà per anni, di essere insomma un po’ partecipi anche noi della storia musicale.

I Gossip?. Zero. Io non capisco cosa ci sia da dire su questa band. Sopravvalutatissimi. Il loro è un rock floscio, banale, inutile, noioso, prevedibilissimo, scontato. Unica attrazione l’abbondante cellulite della cantante Beth Ditto (che scimmiotta la grande Debora Iyall dei Romeo Void, ndr), che ha una bella voce soul ma se non hai una canzone che ti salvi dal baratro della nullità è inutile che tu canti in un gruppo come questo. (Speriamo sia vicina la fine di bluff come questo dei californiani, ndr).

Dante Natale

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