Gorilla + OJM + Tikal @ Circolo degli Artisti [Roma, 6/Aprile/2005]

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Serata decisamente da ricordare questa per l’esibizione dei Gorilla, la new sensation di sregolato e insensato rock’n’roll inglese, autrice di due album, l’omonimo del 2001 e ‘Gimme Some Gorilla’ del 2004. Ad aprire la serata ci hanno pensato due gruppi italiani, prima i romani Tikal e poi i trevigiani OJM. I Tikal hanno offerto un più che discreto concerto, misto tra sonorità Tool e QOTSA, con dei riff ipnotici e aggressivi quasi a spirale cosmica, molto accattivanti e supportati da un discreto cantato. Purtroppo l’acustica non era un granchè cosicchè la band ne è stata decisamente penalizzata. Si spera di rivederli in un contesto sonoro più a loro vantaggio perché ciò che si è ascoltato non era assolutamente male, anzi. Gli OJM sembrano la versione italica dei Blue Cheer, stoner’n’roll, devastante, veloce, intransigente, malato e un’attitudine decisamente autolesionista di tutti i membri del gruppo, assolutamente su di giri nell’eseguire il proprio repertorio. Il loro sound sconfina a volte in territori noise ma si fa notare anche la nuova impronta del loro sound, che come denota il loro ultimo disco, ‘The Light Album’, si è indirizzata più verso un garage hard, ma sempre abbastanza imbastardito. Nella dimensione live, con jam e lunghe parti strumentali valvolari, i ragazzi hanno davvero dato il meglio di se rilasciando cascate di riff uno sull’altro. Il trio dei Gorilla, impreziosito dalla bassista Sarah, tanto bella quanto brava, ha regalato ai pochi sparuti presenti uno show memorabile, riversando tonnellate di rock’n’roll di una pesantezza inaudita. La loro è una miscela furiosa di Blue Cheer, (un po’ il leit-motiv della serata) Grand Funk Railroad, Buffalo, Kyuss, divagazioni psych rock e quant’altro volete. Neanche un attimo di pausa, canzoni scaricate una dietro l’altra, furibonde jam session, stop and go continui, un batterista in preda delirante nel cercare di picchiare in maniera sempre più pesante, riff che si trasformano da lenti e paludosi in ampie scorribande che lasciano impotenti noi beati uditori. In alcuni frangenti il suono sembra diventare quasi irascibile, febbricitante, frastagliato, ma la band tiene sempre il controllo dei propri strumenti e mai si perde nel marasma sonoro creato. Sono le “good vibes” senza nessun momento di noia, di mai una sensazione di deja vu a dare l’impressione di stare assistendo ad un piccolo evento. Impossibile non apprezzare e non provare anche un pizzico di invidia di fronte cotanta conglobata violenza. Il trio inglese esegue una grandissima lezione di rock’n’roll sparato in culo senza fronzoli, make up e lipstick di cui siamo ampiamente saturi e nauseati. Un gruppo che va tenuto assolutamente d’occhio perché concerti deflagranti cosi se ne sono visti pochi da queste parti. Totali! Uscendo dalla sala, ancora satura di acido rock’n’roll, ci sentiamo di tutto cuore di dire grazie alla Go Down Records che ha organizzato il tour dei Gorilla in collaborazione con Sinister Noise, e ai ragazzi del Circolo, per il prezzo del biglietto (5 euro), una volta tanto popolare.

Dante Natale

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