Gorilla Biscuits @ Alpheus [Roma, 21/Settembre/2007]

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Uno dei concerti dell’anno. Lo diciamo subito. Lo dico io e lo dice Aguirre, per cui fidatevi. Quello dei Gorilla Biscuits all’Alpheus non è stato un normale concerto ma qualcosa di più. Ma prima dei Gorilla è d’obbligo spendere due parole per le due band d’apertura. A scaldare i cuori dei kids ci pensano i Kernel Zero, band salernitana di metal-core dall’impatto notevole, anche se alcune volte i brani diventano troppo prolungati e il tipo di voce troppo greve non aggredisce come dovrebbe. Però nel complesso prestazione ben oltre la sufficienza. Secondi a salire sul palco i romani Strenght Approach, da più di dieci anni oramai in giro per il mondo a portare avanti un discorso di hardcore e coerenze di idee che ne hanno fatto uno tra i migliori gruppi in Italia. Su Nerds Attack! ne abbiamo parlato varie volte cosicchè evitiamo di ripeterci ma va detto che la loro è stata una prestazione fenomenale tanto che, pensavo, se i Gorilla avessero fallito, mi sarei comunque ritenuto soddisfatto per il solo gig degli Strenght Approach.

Nel frattempo l’Alpheus si riempie, ma non tantissimo, si sta abbastanza larghi e si respira tranquillamente. Ma ora è tempo di parlare del concerto assurdo dei newyorkesi. Ritornati dopo anni di silenzio (anche se il chitarrista Walter Schreifels dopo lo split ha dato vita ai grandissimi Quicksand e successivamente ai poco fortunati Rival Schools) con la formazione orginale al completo, questi cinque paladini dello straight edge regalano a Roma una serata memorabile. Poco invecchiati Civ e compagni danno inizio al concerto con la celebre tromba che fa da intro a “New Direction” ed è subito una bolgia. Al primo colpo di rullante due ragazzi si lanciano dal palco (scontrandosi tra l’altro) e da lì in poi non ci sarà nessun attimo di pausa. Una piattaforma di lancio continuo per uno stagediving ininterrotto fino alla fine. Il pubblico canta a memoria tutte le parole di tutte le canzoni e Anthony “crapa pelata” Civarelli si diverte a passare il microfono alla gente che urla splendidamente all’unisono i testi. Anche se hanno 20 anni in più rispetto agli esordi la furia è la stessa degli esordi. Le canzoni sono suonate veloci e potenti, senza tregua, senza respiro alcuno. Ed eccoli via via che escono fuori dalla voce pulita e potente di Civ brani senza tempo come “Hold Your Ground”, “High Hopes”, “Time Flies”, la schizzata “Sitting Round At Home”, l’urlo ripetuto di “No Reason Why” e poi un brivido mi scuote il petto quando riesco a sentire quel pezzo, il mio preferito, “Things We Say”; i ragazzi continuano a tuffarsi uno sopra l’altro, un omone di 200 chili lo farà più e più volte di seguito, e sempre dopo aver strappato il microfono ad un divertito Civ per cantare lui i brani. Menzione assurda per il batterista che tiene i tempi (che non sono certo lenti) come un 20enne e anche per la chitarra di Schreifels, pulita e sanguinaria. Cascano volando anche le ragazze e quando nei bis, dopo aver scaraventato sull’ignaro pubblico una ferocissima “Gorilla Biscuits”, viene annunciato l’ultimo brano il pensiero va al loro anthem più famoso, l’unico che mancava in scaletta: eccola finalmente, nel delirio completo, “Start Today”! Il cantante si butta tra il pubblico (ma viene subito risputato sul palco) con una capriola in avanti e non si capisce più niente tra chi sia sotto e chi sia sopra a sfasciarsi le ossa. Si finisce tra gli applausi commossi del pubblico che invoca a gran voce la band; un pubblico incredulo per la potenza ancora intatta della loro musica e per il messaggio, mai morto, del movimento Straight Edge e dell’Hardcore in generale. Sia lode ai Gorilla Biscuits per questa serata.

Dante Natale

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