Godspeed You! Black Emperor @ Atlantico Live [Roma, 15/Novembre/2015]

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Vecchio e assiduo frequentatore di sale da concerto della capitale, faccio l’ingresso all’Atlantico dopo diversi anni, 12 per l’esatezza, quando ancora era ancora Palacisalfa e con il ricordo di un’acustica terribile ma che invece mi sorprenderà per la buona qualità per tutta la durata del concerto. All’ingresso della struttura, pochi minuti prima del concerto, il pensiero (ricorrente per tutta la giornata a dire il vero) va a Parigi ma anche alla mia famiglia a casa. Un pensiero che nella normalità delle cose non dovrebbe essere, ma tant’è. Sta lì.
 Una birra e mi accomodo alla fine della sala. Ascolto gli ultimi suoni della canadese Xarah Dion di cui ignoro totalmente l’esistenza musicale aspettando il concerto che voglio da circa 15 anni. Da quando ‘Yanqui U.X.O.’ mi conquistò letteralmente. E fece vacillare i miei ascolti che non arrivavano mai ai 7/8 minuti per brano. Eccoli. Alla spicciola. Si apre con ‘Hope Drone’, abitudine dal loro riaffacciarsi sui palchi dopo la lunga sosta durata diversi anni. La scritta Hope appare e scompare dallo schermo alle loro spalle e comincio a sentire tutto il peso dell’evento a cui sto assistendo. Mi immergo anima e corpo nello spettacolo sonoro della band canadese che con la magnificenza della seguente ‘Storm’ tocca una delle vette di tutto il concerto. La bellezza e il senso di pienezza alla fine del pezzo viene spazzato via dall’incessante cassa rullante dell’inizio dell’ultimo album ‘Asunder, Sweet and Other Distress’ suonato per intero come di consueto in questo tour, che mi attacca coi piedi per terra, con gli occhi allo schermo dei quattro proiettori analogici di antica visione cinematografica e mi proietta nel presente di un suono che mai come stasera mi sembra attuale al momento storico che stiamo vivendo.
 L’intro parlato di ‘Monheim’ viene accolto da piccole ovazioni tra il pubblico che già pregusta il senso epico del brano che ci accompagnerà poi verso la fine dello spettacolo con il successivo sali/scendi della macchina da presa sugli edifici in costruzione, immagine del brano inedito che i Godspeed You! Black Emperor propongono durante questo tour. 
Il finale è assolutamente deflagrante. ‘The Sad Mafioso’. L’arpeggio della chitarra inizia quello che a mio parere è forse il pezzo più bello del gruppo, il pezzo più significativo della loro storia musicale. Il pezzo dove c’è tutto quello che sono i Godspeed You! Black Emperor.
 Aspettativa, potenza e caos ragionato. Matematica, poesia, pacifica calma. 
Sospiro di sollievo.

Marco Andreoni

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