Glasvegas @ Bronson [Ravenna, 10/Maggio/2009]

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Glasvegas, in una parola, emozionanti. Al Bronson di Ravenna nonostante la bella domenica di sole, già dal pomeriggio cominciano a radunarsi le prime facce da concerto; i cancelli del locale si aprono alle 20, e gradualmente fino alle 23 il locale continuerà a riempirsi raggiungendo il soldout. Dentro al Bronson l’attesa per questa new sensation scozzese si sente, così come i lunghi tempi di trascorsi prima dell’inizio della band spalla, intervallati però dalla passeggiata tra il pubblico di un divertito James Allan, per qualche foto e autografi. L’apertura della serata viene affidata ad un power trio indie ravennate (Heike Has The Giggles), indiscutibilmente giovani ma molto piacevoli e abili.

Dopo un infinito linecheck, i quattro di Glasgow salgono sul palco; la scena si presenta minimale, sullo sfondo i pochi pezzi di batteria di Caroline e tre lunghe pedaliere sotto le casse spia, ma all’attacco della prima canzone (‘Geraldine’), lo scarno scenario viene letteralmente inondato di suono. La macchina Glasvegas si accende, ed è impressionante vedere solo quattro persone sul palco, mentre si ascolta una sinfonia rock distorta. La band è molto carica, divertita e felice di vedere il locale stipato di una folla adorante, vogliosa di cantare insieme alla band; James Allan, ondeggia attorno al microfono, spalleggiato dagli altri due membri della band (basso e seconda chitarra), in costante movimento e stupro dei propri strumenti. Lo spettacolo è emozionante, viene ovviamente setacciato il loro omonimo album di debutto, dilatando la coda di ogni pezzo, avvolgendo il pubblico nel flusso sonoro. L’esibizione non è perfetta, a causa di qualche indecisione vocale di James e qualche piccolissimo malinteso nella sezione ritmica; ma qualsiasi imprecisione viene coperta, dal pathos che pezzi come ‘Flowers’ e ‘Football Tops’ o la finale ‘Daddy’s Gone’ riescono a comunicare. Riassumendo, a mio parere una delle band più innovative del panorama rock britannico, un’originalissima sintesi di suoni e vocalizzi sixties, adagiati su di un fiume noise-indie-pop, che offre uno spettacolo genuino e coinvolgente. Non possiamo che aspettarci un futuro folgorante da questa band, che offre già così tanto, con solo un album ufficiale alle spalle, e la benedizione di Alan McGee.

Gilles Regoli

Per gli altri scatti di Sara Attanasio clicca su: Nerdsphotoattack

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