Giuda @ Covo Club [Bologna, 21/Gennaio/2012]

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Oltre ad avere curiosità di vedere dal vivo il nuovo progetto nato dai devastanti Taxi, avevo voglia soprattutto di vedere un po’ di Roma, da qualche parte, nelle voci, nelle facce. Da tropo tempo distante la città immortale comincia a mancarmi e quindi a doppia ragione sono venuto a vedermi i Giuda. Con un solo album ‘Racey Roller’ hanno già ottentuo consensi unanimi, sono finiti pure su Mojo e la band merita assolutamente tutta l’attenzione mediatica che sta racimolando. Rock and roll anni ’50/’60, spruzzi hard e glam dei ’70, un’attitudine porca, niente minchioni e minchionate e grandi brani. Molta gente al Covo, anche troppa, e anche qui l’abitudine dei cefalopodi che fumano per sentirsi r’n’r è dura da estirpare. La band di apertura, gli inglesissimi Cyanide Pills, da Liverpool, è davvero gagliarda. Qualche sette pollici da tradizione punk e poi un disco, con la Damaged Goods Records (The Cute Lepers, Talulah Gosh, The Priscillas, New Bombs Turks…) etichetta seria e di gran gusto. ll mix punk rock di Ramones e The Boys è scintillante, la band è vestita con giubbotti attillati pieni di zip e il profumo di punk inglese che percepisco è per me corroborante. Schizzati, veloci, scattanti, bei brani, corazzi, regalano mezz’ora divertente e lasciano il palco sudati come pecore, segno che la stoffa c’è.

Alle 23.57 salgono sul palco i Giuda. Alle 00.27 hanno finito. E’ vero che hanno fatto solo un album però potevano allungare, che diamine, magari con un brano dei Taxi. Il concerto è una summa del rock and roll dagli anni ’60 ad oggi. E’ anche vero che molti riff sono rubati (quello di ‘It’s a Long Way…’ degli AC/DC lo infilano quasi ovunque) ma la loro musica è una lama in faccia. Johnny Thunders, Ramones, Dolls, Slade, Clash… alla fine citano tutti e lo fanno bene con ritornelli quasi power pop, da stadio con il pubblico che conosce tutte le canzoni e riesce a rendere la serata ancora più goliardica. Perfettissimi per il sabato sera, disimpegnati, i Giuda incarnano come si deve il vero rock and roll, badando al sodo (i riff, le canzoni, i claps, i cori). Forse potrebbero essere un po’ più lascivi sul palco, perchè a parte il cantante se ne stanno troppo fermi ma se la forma può essere un piccolo limite la sostanza non cambia. Grande, grandissima band. Il cantante dedica una canzone a Totti, io quasi sorrido e mi commuovo, applaudo, penso a Roma, poi mi ricordo che sono della Juve e mi chiedo cosa cazzo sto facendo. Poi il concerto finisce. Troppo, troppo presto per una band come la loro.

Dante Natale