Giuda @ Blackout [Roma, 16/Novembre/2013]

466

22:45 / 23:45. Un’ora esatta: tanto è durato lo show dei Giuda per la presentazione della seconda fatica discografia ‘Let’s Do It Again’ dopo che il singolo apripista (con relativa b-side sul retro del bel 7”) ‘Wild Tiger Woman’ ci aveva fatto ingolosire moltissimo. E il sapore di serata speciale si intuiva già soltanto dalla enorme coda alla cassa e dalla sala praticamente stracolma: si parla di circa 600 persone, numeri non certo da stadio ma che fanno impressione se si pensa alla media dei concerti da club della capitale. E la cosa forse ancor più straordinaria, per non dire unica, è la compattezza del fronte dei fan dei Giuda: un seguito numeroso, colorato, rumoroso e allegro che non mi aspettavo assolutamente di trovare. E quindi bandierine, sciarpe, magliette e aggeggi di gomma hanno invaso le prime file della folla, tutto mischiato con persone che facevano stage diving a ogni pezzo. Sulla prestazione c’è poco da dire: i Giuda sono ormai un gruppo rodato e affiatato, ma con una voglia matta di ballare e di farci ballare. Catalizzatore di tutti gli sguardi è indubbiamente il loro frontman, che oltre ad avere una carica invidiabile ha anche il physique du role per sembrare non solo credibile, ma perfetto per la parte. Ovviamente la maggior parte dei pezzi suonati sono stati quelli dell’LP di debutto ‘Racey Roller’ con un paio di aggiunte dal nuovo disco. Straordinarie ‘Get It Over’ e ‘Wild Tiger Woman’, decisamente sentite e con una connessione pubblico/band eccezionale, oltre all’ovvia chiusura prima degli encore con ‘Number 10’, canzone che da sola vale la carriera di moltissime pseudo-band rocknroll. Io personalmente non ce l’ho fatta e su ‘Coming Back to You’ mi sono buttato nella mischia lasciando a casa qualunque tipo di freno.
 Per gli interessati (speriamo pochi) la parte strumentale è stata perfetta: tutto equalizzato benissimo, suoni classici ma non privi di personalità e ritmiche incalzanti su cui era impossibile stare fermi. Dopo il concerto, l’assalto al banchetto del merchandise da parte degli astanti, una birra fresca a via fuori mentre si andava formando la fila per la discoteca rock del Blackout. E’ vero che la stagione concertistica invernale, ma possiamo senza dubbio affermare che quando verso maggio cominceremo a tirare le somme e fare bilanci, troveremo i Giuda in alto, molto in alto.

Simone Macheda

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here