Giovanni Lindo Ferretti @ Spoltore Ensemble [Spoltore, 23/Agosto/2008]

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Nel vuoto cosmico degli eventi musicali agostani, quando si riesce a trovare l’ago nel pagliaio, il quadrifoglio in mezzo all’erba, la soddisfazione è doppia. In questo caso, la X che indica il punto si trovava in un paese nella provincia di Pescara, Spoltore, teatro di uno spettacolo inatteso e coinvolgente. Nonché poco pubblicizzato. Per pochi intimi, il concerto di Giovanni Lindo Ferretti è stata la scelta migliore in un sabato per il resto povero di emozioni. E la performance di emozioni ne ha regalate tante. Mendaci voci di corridoio volevano che l’esibizione si limitasse alla lettura di alcuni passi dal libro ‘Reduce’ e poco più. Tanto da mettere in forse la trasferta fino all’ultimo.

E sarebbe stato un errore imperdonabile, perché, soprattutto in questa stagione, spettacoli come questo sono un’autentica gioia per il cuore. Protagonista uno degli alfieri della migliore musica che l’Italia è riuscita ad esprimere negli ultimi venticinque anni. Giovanni Lindo Ferretti ha avuto una controversa storia recente, che lo ha portato a correggere, se non a stravolgere, alcuni capisaldi del proprio pensiero. Nonostante questo, gli elementi fondamentali della sua personalità, sia come uomo sia come artista, sono rimasti invariati: la sua voce, ora cavernosa, ora nervosa, penetrante come sempre; il magnetismo e l’energia delle sue parole, capaci ancora oggi di rapire e far riflettere; l’aspetto ieratico e mistico, sostenuto dalla storia alle sue spalle. Accompagnato dal bravissimo violinista Ezio Bonicelli, dal bravo Raffaele Pinelli alla fisarmonica e dal superlativo Lorenzo Esposito Fornasari alla voce (oltre che a una serie di effetti che gli consentivano di fare le veci di basso e batteria), il nostro non si è risparmiato e ha regalato emozioni per ben due ore. Grazie ai suggestivi arrangiamenti, resi necessari dall’impostazione musicale dello spettacolo, la band ha potuto dare una veste inedita a pezzi noti e meno noti del repertorio dell’ex CCCP-CSI. Così, attraverso riletture medievali e popolari e passando per arrangiamenti barocchi e classici, un pubblico silenzioso e attento ha potuto riascoltare dopo anni pezzi meravigliosi come ‘Cupe Vampe’, ‘Irata’, ‘Intimisto’ (quasi più evocativa dell’originale), oltre a brani meno noti come ‘Polvere’ o ‘Maremma Amara’. Ferretti, quasi sempre seduto e composto, solcava e fendeva la musica con voce intensa, ora rauca ora declamante (quasi a ricordare certe litanie paranoiche di un passato ormai lontano), sempre emozionante. Tra un brano e l’altro, l’ensemble rimaneva silente: solo Ferretti leggeva passi del suo libro, ‘Reduce’, instaurando impliciti parallelismi con fatti di cronaca internazionale, con diversi passaggi di particolare intensità drammatica. Ancor più della bravura dei musicisti e della bellezza dei brani, è la presenza a metà fra il tetro e il solenne di Ferretti a caratterizzare lo spettacolo, impreziosito dalla felice scelta della location, affianco al bel convento del paese. Lo spettacolo si conclude con l’esecuzione di ‘And The Radio Plays’ e ‘Fuochi Nella Notte’, a suggello di un’insolita e affascinante serata d’Agosto. Note di particolare merito spettano al pubblico, assolutamente rispettoso e interessato allo spettacolo, e a coloro che hanno gestito l’organizzazione dell’evento. Inoltre, non posso omettere un ultimo cenno al protagonista della serata: nonostante la sua riservatezza, Ferretti si è concesso molto amichevolmente ai fans e alle richieste di foto, autografi e quant’altro. Un grande. Un monumento della musica italiana.

Eugenio Zazzara

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