Get Well Soon @ Teatro Quirinetta [Roma, 20/Aprile/2016]

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Si vede che non giocava la Bundesliga. E’ la prima considerazione fatta dopo aver contato il pubblico e non essere arrivato nemmeno a cento presenze. La Serie A detta legge e stasera pagano dazio i Get Well Soon, dalla Germania con poco furore. Dico “poco” perché oggettivamente l’approccio al palco di questa band in realtà non è che sia proprio solare e caloroso, a prescindere dall’affluenza, come ricordo che notai anche in occasione del Berlin Festival 2013 dove li vidi live la prima volta. Di certo sarebbe potuta andare peggio all’ensemble sperimental-folk capitanato da Konstantin Gropper, che si presenta davanti ad un pubblico in gran parte composto proprio da turisti tedeschi, di tutte le età, che però a modo loro hanno dimostrato calore ed entusiasmo verso i beniamini di casa. Personalmente li scoprii nel 2008 credo grazie ad MTV Brand New o qualcosa di simile, che passò il video di ‘If This Hat Is Missing I Have Gone’ che ieri però non hanno suonato), che mi piacque e fece sì che mi procurassi l’album d’esordio ‘Rest Now Weary Head! You Will Get Well Soon’. Descritti in due parole si potrebbero brutalmente definire i “Baustelle tedeschi”, per tutta una serie di caratteristiche che partono dall’aplomb sul palco e lo stile d’altri tempi, fino alle atmosfere fuori dal tempo, a volte perfino fiabesche, create anche grazie alla maestria con cui Gropper e i suoi 5 compagni di band riescono a trovare soluzioni ricercate ed ispirate destreggiandosi con diversi strumenti e rendendo il prodotto finale carico di fascino. Certo il paragone con la banda del nostro Francesco Bianconi forse potrebbe stare un po’ stretto al buon Konstantin, che non sarà una superstar da noi, ma pare che in patria sia molto considerato, al punto che Wim Wenders nel 2008 lo ingaggiò per la scrittura di alcuni brani originali per la colonna sonora di “Palermo Shooting”, al pari di artisti come Portishead e Nick Cave. Sul palco domina la scritta luminosa “LOVE”, come il titolo dell’ultimo album dal quale vengono estratti la maggior parte dei brani che compongono la setlist e che si alternano principalmente con altri provenienti dal secondo lavoro ‘Vexations’ (2010) dal quale  per l’occasione viene dedicata al pubblico capitolino la traccia ‘We Are The Roman Empire’. I pochi fan presenti hanno apprezzato e ricambieranno la gentilezza di lì a poco riversandosi verso il banchetto del merchandising, inaspettatamente affollato appena finito il concerto. Anche da questo si vede che erano quasi tutti tedeschi…

Niccolò Matteucci

Foto dell’autore

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