Get The People @ Traffic [Roma, 11/Dicembre/2007]

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L’appuntamento al Traffic è prestigioso. Per quanto originale possa essere il suono dei Battles di Ian Williams, l’eredità degli Storm & Stress vive soprattutto nelle pelli e tamburi di Kevin Shea, batterista di People, Talibam ed appunto Get The People. Kevin Shea torna dopo poco più di un mese a Roma (la volta precedente fu per Talibam), questa volta è con il trio avant-pop Get The People. L’esordio dei newyorkesi per la label francese Ruminance è uno dei dischi di questo 2007.

I nostri salgono sul palco del Traffic poco dopo le 24.00 ed il loro pop lo fi travestito da avanguardia fa subito tenerezza, in bilico come è tra il serio e lo scazzo. Lo eseguono Ben Simon (voce e chitarra, già al lavoro con i Great Lakes), Kyle Forester (basso e voce), Kevin Shea. La batteria dal vivo è meno “costretta” e trattenuta che su disco, le figure e le evoluzioni ritmiche sono ridotte ai minimi termini, quando possibile sono lasciate andare in nome di un approccio free ma pur sempre pop. E la tecnica di Kevin Shea è riconoscibilissima. Difficile immaginare oggi di un suono che si possa dire originale, i Get The People sono vicini ad eseguirlo: non il solito indie rock dalle chitarrine lo fi o l’approccio post rock, math o avant rock di molti gruppi moderni. Qui c’è la quintessenza della musica “popular” che incontra l’avanguardia. Il pop delle melodie che ti entrano in testa e le fai ascoltare immediatamente a qualcun altro. Ma l’approccio è totalmente “storto” e “colto”. Molto colto. Pavement fronting gli Hella. I Get The People sono scanzonati e disimpegnati, ma nel contempo seriosi, trasmettono felicità ed allegria. La chitarra “auto costruita” di Ben Simon è malconcia, nascosta dietro il tambureggiamento a martello di uno Shea che cela a malapena le sue ascendenze free e jazz. La voce è a-melodica, messa di traverso, pur essendo fortemente rivestita di pop. Il nodo in questo approccio è la consapevolezza di fare pop pur nell’impossibilità di poterlo fare. Termina il concerto e la sensazione che hai addosso è quella del trionfo di un’estetica musicale nuova e diversa: l’autoironia, il non prendersi troppo sul serio che vince rispetto la seriosità di buona parte della musica contemporanea. Eppure stiamo parlando di Kevin Shea, maestro di rumore e cervelloticità. Nella mia mente echeggia ancora la sua epilessia tecnica, nel mio cuore riaffiorano le melodie, le strofe ed i ritornelli bubble-gum di ‘Combat Camera’, ‘Maker’, ‘Knife’ ed il power pop lo fi di ‘Everything Else Day’. Imprevedibilmente disarmonici e sgraziati come i Pavement ed i Silver Jews, rumorosi e ritmici quanto gli Hella, folli quanto gli Us Maple, questo sono i Get The People. E sono anche pop. Tanto pop. E dal vivo quelle le melodie che ti aprono…

Gaetano Lo Magro

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