Germs @ Tunnel [Milano, 10/Dicembre/2009]

509

Ad una settimana dai New York Dolls oggi c’è modo di vedere un’altra band estremamente seminale. Tra i primi a fare punk (in odore di hardcore) a Los Angeles. Un paio di 7“ ed un album all’attivo, tanto basta per fare storia. Poi Darby Crash mette fine al piano dei cinque anni per diventare leggenda e si fa oscurare dalla morte di John Lennon il giorno seguente. Che beffa! Tutto tace fino all’annuncio di ‘What We Do Is Secret’, film sulle vicende dei germi con Shane West ad interpretare il compianto Darby Crash. E a sorpresa la band si riforma e gira gli States con il giovane attore alla voce. Molti fan non la prendono propriamente bene e vedono l’operazione come l’ennesima reunion spremi dollari. Io mi faccio poche domande e decido di andare convinto.

Arriviamo al Tunnel ed in fila c’è davvero poca gente. Brutto segno ed inizio ad aspettarmi un concerto semideserto come a Roma. Anche a Milano nessuna proiezione di ‘What We Do Is Secret’ e non c’è traccia del DVD nemmeno al merchandising. I Leeches purtroppo me li perdo nel cazzeggio più totale, ma in seguito Andrea mi parlerà di un ottimo show con una band affiatatissima.

Da un tour van piuttosto sgangherato vedo scendere Pat Smear, così decido che è tempo di tornare all’interno e con mia grossa sorpresa noto che tutto sommato l’affluenza è diventata più che discreta, saremo intorno alle 250/300 persone. Faccio in tempo a piazzarmi nelle prime file, tutto trepidante ed eccitato,  ed i Germs targati 2009 mi tirano tre schiaffi precisi con ‘What We Do Is Secret’, ‘Media Blitz’ e la sempre stupenda ‘Lexicon Devil’. Io, come altre persone, sono già conquistato e mi ritrovo a pogare e urlare come un ossesso. I tre Germs originali hanno le facce di quelli che hanno abusato di tutto e di più, ma fortunatamente sono qui per raccontarlo. Pat Smear se la ride con quella faccia da simpaticone. Don Bolles suona una batteria doppia cassa, decisamente atipico per un gruppo punk, con sguardo spiritato ed espressioni facciali senza prezzo. Una sorta di Ozzy Osbourne del punk. Lorna Doom invece ha un sorriso incredulo stampato sul viso, probabilmente non si aspettava tanto calore da parte del pubblico e se lo gode in ogni istante. Shane West non delude affatto ed avendo una ventina di anni in meno sul groppone scala più volte l’amplificazione del Tunnel e catalizza l’attenzione su sé stesso, d’altronde nasce attore. È doveroso dire che non possiede quella disperata carica autodistruttiva che Darby Crash emanava appena apriva bocca, però la dedizione per la causa Germs pare pura al 100% ed il pubblico apprezza. Un pubblico composto da vecchi punk e giovani leve che più volte mette in crisi la sicurezza un po’ impanicata e a volte troppo rude del locale. A parer mio anche senza di loro il concerto sarebbe filato via liscio. Fantastico quando Pat Smear fa salire sul palco un ragazzo e gli cede la chitarra, lui non si scompone ed inizia a suonare con una disinvoltura quasi sconcertante andando pure a cercare un certo contatto con Bolles  e Lorna.

Questo concerto se lo ricorderà per molto tempo. Per il resto grande risposta da parte del pubblico sulla potentissima ‘We Must Bleed’, momento in cui i miei occhiali spiccano il volo ed io mi ritrovo cieco fino al loro miracoloso ritrovamento. C’è spazio per praticamente tutta l’esigua discografia della band stasera e verso la fine le ultime forze mi lasciano urlando ‘Caught In My Eyes’, ‘The Other Newest One’ (la mia preferita) e ‘Richie’s Dagger Crime’. Un concerto bello oltre ogni aspettativa e soprattutto una band in formissima che ha dato tutto. D’altronde sono dei pischelli al loro primo tour europeo. E se ricapiteranno nuovamente da queste parti io ci sarò ancora.

Chris Bamert

Commenta

Please enter your comment!
Please enter your name here