Gazebo Penguins + Fast Animals And Slow Kids + Electric Superfuzz @ Circolo degli Artisti [Roma, 16/Maggio/2013]

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E alla fine anche La Tua Fottuta Musica Alternativa finisce, dopo 4 anni di militanza e più di 100 band che si sono alternate sui palchi del Circolo degli Artisti. E sinceramente non credo che sarebbe umanamente possibile finire con un botto più grande di così. Mi scuso in anticipo con i 2 artisti del palco acustico (Lo Spinoso e Three Lakes), che ho sentito solo a tratti tra una birra e una chiacchierata (fuori, per l’amor di dio non parlate durante i live), anche se le impressioni ricevute sono state di (cito) “oh, almeno a sto giro non mi sono rotto le palle”. E di questi tempi è un grande risultato. Ma il cuore pulsante della Tua Fottuta è, ed è sempre stato, il palco elettrico. Ieri con tre ospiti d’eccezione: i padroni di casa Electric Superfuzz, la rivelazione (ma solo per i meno attenti) Fast Animals And Slow Kids da Perugia e le colonne dell’emocore Gazebo Penguins da Correggio.

Aprono (letteralmente) le danze gli Electric Superfuzz, trio romano garage-tagliato-stoner (stile Queens of the Stone Age periodo “mezzano”) composto da due chitarre e batteria. Loro sono di casa a La Tua Fottuta, e sotto il palco si ammassa un buon numero di amici/fan/conoscenti (se consideriamo l’ora, erano circa le 21:45 se non sbaglio) travolti dai riff grassi del duo e storditi dai colpi del ragazzo dietro le pelli. Non suonano tantissimo, 5-6 pezzi, ma dimostrano una ottima padronanza dei rispettivi strumenti (non sbagliano quasi nulla), da una buona intesa e dalla giusta capacità di divertirsi a suonare. Non aspettatevi virtuosismi e sperimentalismi, ma un giusto pugno in faccia marchiato garage. Correttamente apprezzati dal pubblico.

Saltato l’intermezzo acustico, è il turno dei (a mio avviso) veri headliner della serata. I Fast Animals And Slow Kids non avrebbero bisogno di presentazioni per chi segue Nerds Attack!, visto che i loro lavori sono sempre statu salutati con ottime votazioni e giustificato entusiasmo. Appena colpiti dal furto e relativo ritrovamento degli strumenti che aveva messo in crisi l’esistenza stessa del gruppo, i 4 di Perugia tirano fuori un live incredibile. Lo riscrivo maiuscolo, INCREDIBILE. Irrilevante la resa sonora. Irrilevante la precisione nei pezzi. Irrilevanti gli eventuali errori. Irrilevante la presenza o meno di pubblico. Tutti giù il cappello nella capacità dei 3 musicisti di sostenere nella maniera corretta l’esuberanza del loro frontman/voce/chitarra/tamburi/spettacolo teatrale. Una furia della natura, un fuoco sacro che brucia dentro questo ragazzo. Come più volte abbiamo scritto su queste pagine: se vuoi suonare questa musica, nel 2013, devi suonare così. Che poi loro siano anche bravi e preparati non fa che aumentare la stima per uno dei gruppi italiani più cazzuti in circolazione. Da podio assoluto.

Dopo la seconda performance acustica, verso le 23:30 salgono sul palco i Gazebo Penguins. Voglio partire con una premessa: i Gazebo suonano, e suonano forte. Suonano COINVOLGENTI e picchiano duro. Solo non è stata una grande idea metterli DOPO i Fast Animals and Slow Kids. Gran parte della gente non ne aveva più, e il coinvolgimento col pubblico nell’emocore gioca una parte importantissima del live. Fatta la premessa, i Gazebo fanno esattamente il concerto che uno si aspetta dai Gazebo. Pezzi nuovi mischiati a pezzi vecchi, tutti gli anthem suonati con la ferocia a cui i 3 ci hanno sempre abituato. Ormai professionisti navigati, sincronizzati alla perfezione, mai in crisi, mai in affanno. Rispetto alle ultime uscite (pre-‘RAUDO’) i suoni si sono “ingrossati” e hanno perso un po’ di affilatezza. Io li preferisco così. I pezzi di ‘RAUDO’ sono già perfettamente rodati, e le vecchie bombe sono, appunto, vecchie bombe. Non vorrei sembrare troppo pignolo, ma mi è sembrato che ci fosse qualcosa da rivedere da parte del fonico, che probabilmente non li ha aiutati tantissimo. Detto questo, salutiamo La Tua Fottuta, ringraziamo Davide Caucci per questi 4 anni e tutte le band che hanno accompagnato questo progetto.

Simone Macheda