Gallon Drunk @ Init [Roma, 31/Ottobre/2008]

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Piove. Di continuo. Le cataratte del cielo si sono definitivamente scoperchiate. Non appena esco fuori di casa il Padre Eterno si ricorda che deve scaraventarmi ettolitri di acqua piovana. Sarà anche piacevole e romantica ‘sta pioggerella autunnale però comincia a stancarmi. E’ la notte di Halloween e, mentre attraverso Roma per andare all’Init per i Gallon Drunk, noto comitive di studenti (e non) agghindati da streghe e mostricciatoli che si recano, facendosi paura l’un l’altro, verso balli mascherati. Ne prendo atto. Cerco di acciaccarne un paio con la macchina ma mi scappano sempre via come le mosche. All’Init c’è pochissima gente, forse una 50ina di persone per gli inglesi guidati da James Johnston, che nella sua carriera di musicista vanta anche collaborazioni con Nick Cave. I Gallon Drunk esistono dal lontano 1988, per cui sono giusti giusti 20 anni di carriera che stanno festeggiando con questo tour. Tra queste 50 persone ritroviamo due fumatori incalliti che non possono fare a meno di uno sfrenato tabagismo. Sono riconoscibilissimi. Uno ha la faccia da culo, l’altra ce l’ha da cretino. Mentre dei concerti più noiosi della mia vita si appresta a consumarsi tragicamente davanti ai miei occhi. Con addosso tre antiestetiche canotte della salute i Gallon Drunk iniziano a suonare in maniera abbastanza convincente, con un paio di brani che mi fanno davvero ben sperare. Suono caldo, un blues acido e sporco, voce alla Morrison e un po’ alla Nick Cave. Il sax ammorbidisce il suono, mentre le maracas sinceramente lo rendono ridicolo. Pian piano però subentra la noia, i riff sono tutti privi di mordente e, tranne il cantante che cerca di dannarsi l’anima, gli altri sono statici e con gli occhi fissi solo sulle tette di una vampirella sotto il palco. Sciatti, prevedibili, anestetizzanti, mi annoiano e mi assonnano. Tranne i primi due brani non mi è piaciuto nulla. E poi troppo tempo a parlare tra loro tra un brano e l’altro, a giocare con la vampirella di cui sopra e altre scemenze. Dopo 40 minuti getto la spugna. Magari nel tempo rimanente avranno fatto il concerto della vita, ma io mi ero così stancato di quella musica brutta brutta che ho preferito il traffico di un Venerdì sera in una notte di pioggia. La notte di Halloween per giunta.

Dante Natale + foto

15 COMMENTS

  1. La buona musica è patrimonio di tutti.
    Le sciocchezze che hai scritto sono solo un insulto al sudore e cuore speso da James & co sabato sera sul palco dell’INIT : davanti a 30 persone non hanno certo lesinato impegno e grinta.
    La performance dei Gallon Drunk è stata viscerale, primordiale ed energica come la loro musica.
    Dovresti delle scuse a loro in primis, ma anche a me e a quanti hanno apprezzato e compreso il valore di una band che non ha certo bisogno del compiacimento da parte dei critichini, magari anche un po’ frustrati.
    Con tutto rispetto
    GP

  2. Chi decide se è buona musica o no? Proprio perchè è patrimonio di tutti, è patrimonio di tutti la libertà d’espressione, quando rimane in termini prettamente personali e dunque critici. Dovremmo delle scuse a chi? E per quale motivo? Se il concerto per te è stato un ottimo, grande concerto, perfetto… meglio così! Dovremmo scrivere per compiacere la gente? Per favorire amici e conoscenti? Per parlare sempre bene a tutti i costi così da non creare inimicizie? Noi facciamo il nostro lavoro. Che non è quello di mascherarci da fan, da ultras, da fanatici. Ma è quello di fare cronaca. Con i nostri occhi e dunque personale. I Gallon Drunk rimangono un grande gruppo a prescindere se siano stati noiosi o meno qui a Roma. Il tuo commento viene pubblicato perchè privo di scomode parolacce di cui si era reso protagonista un precedente. Grazie.

  3. “Dovremmo scrivere per compiacere la gente? Per favorire amici e conoscenti? Per parlare sempre bene a tutti i costi così da non creare inimicizie? ”
    No, credo semplicemente non dovreste scrivere corbellerie.
    Con tutto il ciarpame che gira oggigiorno, supervalutato e osannato da tutti solo a meri fini commerciali, ritengo che quando una band come i Gallon Drunk (che tra l’altro si esibesce dando tutto davanti ad un’audience di poche decine di persone) ci regala una performance come quella dell’Init andrebbe valutata e commentata per quello che è: una grande band.
    Magari metti che qualcuno che la sera di Halloween è sfuggito al tuo tentato investimento, casualmente avesse letto questa pagina… Magari al prossimo Halloween avrebbe scelto di spararsi un grande concerto.
    Oppure vi gratifica che i Gallon Drunk si esibiscano di fronte ad uno sparuto pubblico di, come li hai chiamati… Ah, ultras.
    Bene bene, continuate a fare buon gioco aTiziano Ferro, Giusy Ferreri e delle major… Tant’è, complimentoni.

    GP
    PS Cosa aspettarsi d’altronde da qualcuno che usa il plurale majestatis?

  4. Il plurale è usato quando si tratta di parlare a nome della redazione. Ti risponderà se vorrà il diretto interessato. Rimarcare che si sono esibiti davanti a 30 persone che significa? Il professionista si esibisce anche davanti a tre persone come fecero (ad esempio gli ZZ Top ai loro esordi… tanto per citare qualcuno di famoso). Ultras era riferito a commenti come questi tuoi. Che sembrano avere paraocchi da tutte le parti. Non è certo colpa nostra se a quello o a questo concerto l’affluenza della gente è stata poco numerosa. Capita. Del resto NOI qui i Gallon Drunk li avevamo anche recensiti lo scorso anno a Torino (www.nerdsattack.net/?p=1152). Del resto NOI qui sono più di sei anni che reportiamo concerti a 360° e lo facciamo gratuitamente per l’amore della nostra passione. E non facciamo certo il gioco di quegli artisti che hai citato visto che sono storiche le nostre battaglie contro il mainstream e l’approssimazione di una cultura musicale davvero avara. Forse hai sbagliato sito.

  5. Ciao GP, il tuo commento è davvero poco sensato. Qual’è il senso di una recensione, specialmente di un concerto? Un concerto è soggettivo, ognuno lo percepisce a proprio modo, non c’è nessuna regola. Dipende dal contesto, dal pubblico, dalle sensazioni che provo io, dal mio gusto musicale, dalla serata, dalla scaletta.. etc. Lo stesso gruppo mi sarebbe potuto piacere magari la sera dopo, anche nello stesso posto e con le stesse persone. Se anche tu, come molti che leggono, speri solo di leggere ciò che vuoi leggere e non riesci (sembra incredibile ma è così!) ad accettare un’opinione diversa dalla tua, beh è proprio inutile continuare a fare questo “lavoro”. Come faccio ad accontentare tutti? Scrivo 4 recensioni diverse e poi ognuno si sceglie la preferita? Spero ti renda conto delle sciocchezze che hai scritto. Non ho insultato nessuno, non ho preso in giro nessuno, ho solo detto che il concerto mi ha annoiato. Se credi che tutto questo NON sia mio diritto dirlo beh.. ti consiglio davvero di cercarti un altro sito dove tu possa sentirti al sicuro da opinioni diverse dalle tue. Qui scriviamo solo per passione, ci sbattiamo tutte le cazzo di sere a vedere concerti, tagliamo ore al sonno e al lavoro per pubblicare le recensioni la mattina dopo. Prendiamo toppe, sbagliamo titoli delle canzoni, ordine degli album…tutto quello che vuoi (e fate bene a riprenderci!) ma che io o qualcuno dei collaboratori di questo sito mi debba scusare con te e il gruppo (!!!??) per avere scritto una recensione negativa…è ridicolo. Statti bene e rilassati, qui il frustrato a me sembri proprio tu. Il riferimento al poco numero delle persone che c’entra? Mica ho detto che ciò ha inficiato il concerto. Anzi, meno gente ho tra i piedi meglio è.
    Son contento che a te il concerto sia piaciuto. A me ha fatto due palle enormi. Ho ragione io? No. Hai ragione tu? No. Ciao.

  6. il mollichismo (da mollica vincenzo) è un virus mortale per il mainstream quanto per la scena alternativa.
    un concerto di un’ottima band può annoiare, fare due palle colossali. nonostante tutto.
    fa bene sentirlo scrivere… anche a chi va matto per i gallon drunk. aiuta a guardare le cose con occhio critico, non parziale. e quindi, per la proprietà transitiva dell’intelligenza, fa bene anche ai gallon drunk stessi.
    aug
    (saluto apache)

  7. “Tra queste 50 persone ritroviamo due fumatori incalliti che non possono fare a meno di uno sfrenato tabagismo.”

    Ma io dico, possibile che in Italia le leggi durano 15 giorni? Non si può fumare? E allora che cacchio vi fumate dentro i locali. Punto.

  8. i vizi rendono le persone insopportabili. i vizi rendono le persone altamente piene del loro stesso gravido ego.
    poi scoppieranno però.
    un giorno.

    [le leggi non durano 15 giorni. è il vizioso che dura troppo e nonostante.]

  9. Che dire?
    Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.
    Mi auguro solo di non leggerti più, non sarà difficile tutto sommato.

  10. CARO GP,
    NON VOGLIO ENTARE NEL MERITO DELLA RECENSIONE SUL CONCERTO PERCHE’ NON C’ERO E DEVO DIRE PER FORTUNA PERCHE’ IL LOCALE IN QUESTIONE E’ DAVVERO UNO DEI POSTI PIU’ INOSPITALI DI ROMA,BUIO SPOGLIO E FREDDO.
    MIGLIORASSERO QUEL POSTO COSI’ MAGARI AL PROSSIMO CONCERTO INVECE DI 30 PERSONE PUO’ ESSESERE CHE CE NE SARANNO 31.

  11. Per CT: il posto ha davvero poca rilevanza, ho visto concerti memorabili in posti ben più angusti dell’INIT, che invece merita il massimo rispetto solo per aver portato di fornte alla audience romana dei nomi tra i più importanti del panorama indi mondiale (solo per farti gli esempi più eclatatnti Liars, Jon Spencer, Dirty Three, Hugo Race…).
    GOD SAVE THE INIT

    Per il buffo signore che “si sbatte ogni cazzo di sera” per vedersi concerti (ok, tutto è relativo, ma io mi sbatto in ufficio, non di certo godendomi dei concertoni peraltro GRATIS… Ma magarI!!) dico semplicemente che il già esiguo credito che poteva riscuotere si è come d’incanto dissolto quando scrive che ha lasciato il concerto ancora in corso… Come si può MAI recensire a ragion veduta qualcosa che non si è apprezato per intero? Ma dico, sarebbe come scrivere di un disco dopo averne ascoltato 3 pezzi, giudicare un film avendone visto il solo primo tempo, parlare di un’opera d’arte di cui si è vista un’unica prospettiva.
    Quindi, sebbene ogni opinione sia degna di rispetto, trovo la sua priva di qualsiasi interesse, in quanto parziale e supponente. Dunque del tutto inutile. Pleonastica.
    Tempo ed energie che avrebbe potutto dedicare ad altro, magari all’ippica o al giardinaggio.
    Spero che accolga il mio suggerimento, altrimenti come ho già detto, non sarà così difficile privarmi delle sue perle luccicanti di letteratura musicale.
    Adieu
    GP

  12. Mi scuso con Emanuele e con i lettori per questa inutile polemica. Ci tengo però a ribadire una cosa.
    Ho assistito a 40 minuti di concerto non a 5. Se mi sono annoiato ho il diritto, e sopratutto il dovere, di andarmerne. E allora? Non è mai capitato a te di lasciare un libro a metà, o un film? Hai dovuto ascoltare tutti gli album di Gigi d’Alessio per poter obbiettivamente dire che non ti piacciono? L’ho anche ammesso, sono stato onesto, potevo anche evitare di dirlo. Spero per loro che nelle restanti due ore e mezza che hanno suonato (a quanto sembra mi sono perso un concerto che è durato il quadruplo) abbiano ribaltato l’Init. Sinceramente 40 minuti mi son sembrati più che sufficienti per avere un giudizio. Poi, come scritto nella recensione, ho lasciato il beneficio del dubbio.
    Cerca di pensare ad altro però. Hai già detto la tua 4 volte. Per me finisce qui e non ci saranno ulteriori commenti da parte mia.

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