Fuzztones @ Traffic [Roma, 4/Novembre/2011]

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Nonostante i leggendari Fuzztones siano uno di quei gruppi che a Roma si esibisce almeno una volta a stagione, non avevo ancora avuto modo di godermeli dal vivo ne di incrociare quel simpaticone di Rudi Protrudi. Così appena ho saputo di questo live al Traffic non mi sono fatto scappare l’occasione. La data fa parte (ancora) del tour europeo “The Fuzz & Love Tour” che celebra i 30 anni di carriera della band e che promuove il loro ultimo lavoro intitolato ‘Preaching To The Perverted’ pubblicato dalla tedesca Stag-o-Lee. In più l’americanissima festa di Halloween è finita da poco, ma qualche strascico di quell’atmosfera si avverte nell’aria (siamo in Italia, ma facciamo finta che sia così), c’è ancora tempo per vedersi qualche bell’horror classico, specialmente se degli anni ’30 e prodotto dalla americanissima Universal , e per ascoltare ‘Monster a go go’ o ‘Lysergic Emanations’.

Rispetto a qualche mese fa riesco ad apprezzare di più la nuova location: mi sembra più spaziosa, ma sarà che alle 22 c’è ancora poca gente. Ad ogni modo sul palco già si stanno esibendo i Cockroaches, nati dalle ceneri dei Rockin Bandits. Mi fanno una buona impressione, almeno per quella manciata di pezzi che ho fatto in tempo ad ascoltare. Oltre a voce, chitarra e batteria molto crude, molto “psycho”, si sono aggiunti tastiere e sax che rendono ancora più originale e folle il progetto. Alle 22 e 30 sembra non sia ancora cominciata la serata, i Cockroaches smontano ma il furgone dei Fuzztones arriva mezz’ora dopo. Con loro c’è anche la berlinese Lana Loveland alle tastiere, che da maggio scorso ha esordito con un suo progetto personale e che aprirà il concerto ai Fuzztones proprio in questa occasione. Una volta sul palco Lana Loveland e la sua band sembra di essere tornati agli anni ’60: lei, bellissima, vestita con una tutina leopardata e una giacca bianca si muove come Uma Thurman in “Pulp Fiction”. Il sound è gradevole, abbastanza garage da offrire momenti psichedelici e decisamente ritmati, ma mai esplosivi: tutto ruota attorno alla voce dolce e sensuale della Loveland.

E così eccoci arrivati ai Fuzztones. Sul palco la grancassa della batteria presenta il logo della band ovvero le due chitarre Vox Phantom incrociate. Quando sale sul palco la band noto come già detto la Loveland alle tastiere, il chitarrista Lenny Silver (presente anche nella formazione della tastierista), Fez Wrecker al basso e Rob Louwres alla batteria. Il locale si riempie adeguatamente, quella simpatica tensione creata ad hoc per il pubblica riesce benissimo e l’entrata di Rudi Protrudi è plateale. Come un ragazzino di 20 anni (ma è classe 1952 badate bene) ride e scherza immediatamente con le prime file, specialmente con alcune ragazze alle quali farà battute “hot” durante tutto il concerto. Si parte con ‘You Must Be A Witch’ e una manciata di brani dall’ultimo album per poi proseguire con dei pezzi di ‘In Heat’ che assieme a ‘Lysergic Emanations’ sono i due classici della band. Così in scaletta eseguono tra gli altri anche ‘Ward 81’, ‘She’s Wicked’, ‘Strychnine’, ‘She’s My Witch’. Le pause tra un brano e l’altro sono tantissime, Rudi Protrudi sembra strafatto, decisamente allegro, più di tutti quanti e così si sputtana non riuscendo a suonare uno dei brani in scaletta, agita le birre e schizza le prime file (ovviamente tenendo la lattina ad altezza pacco) e infine, al momento dei bis sembra non volersene andare più. Ne fanno ben tre nei quali non potevano mancare ‘Cinderella’ e ‘Jack The Ripper’, ma a decidere è sempre lui e alla fine i compagni sono costretti a portarlo via a forza: divertimento puro!

Marco Casciani

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