Fuzztones @ Classico Village [Roma, 19/Marzo/2006]

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Fuzztones! Dovrebbe bastare il nome a suscitarvi pruriginose godurie auditive. Un nome leggendario per il garage rock. Formati nel 1980 a New York, sono stati la band per antonomasia del genere degli anni ’80, così come Rudi Protrudi, loro fondatore leader e icona, ne fu Il Profeta. Il primo disco di studio è del 1985: “Lysergic Emanations”. Punti di riferimento, musicali ed estetici in senso lato, furono i b-movies, horror e non solo, e l’universo di rock’n’roll e psichedelia delle più oscure garage band americane dei ’60 che stava in compilation come “Nuggets”. I vari Sonics, Shadows Of Knight (da cui ripresero “I’m Gonna Make You Mine”), Seeds, Count Five, Chocolate Watchband, Animals, i loro predecessori; Miracle Workers, Chesterfield Kings, Cynics, i compagni di viaggio di quegli anni, assieme ad alcool e droghe varie. Nell’85 i Fuzztones intraprendono un tour in Europa, che diventerà la patria elettiva del gruppo; da questo tour viene estratto “Live In Europe”; inizia contemporaneamente una diaspora dei membri della band, che finirà per ruotare esclusivamente attorno al leader e mente Rudi Protrudi. Seguono altri dischi, tra alti e bassi, e continui cambi di formazione, e pubblicazioni indipendenti. Nel 2004 fondano la Sin Records, pubblicano un nuovo disco di studio, “Salt For Zombies”, a cui segue nel 2005 l’imperdibile compilation “LSD 25”, che celebra i 25 anni della band.

Inizia la serata al Classico il punkers romani The Bonnie Parkers, freschi autori dell’interessante nuovo lavoro ‘The Olive Floating In Your Poisoning Martini’, onestissimo punk rock grezzo e diretto. Il concerto inizia un po’ freddamente nei primi brani magari per l’assenza un po’ sconfortante del pubblico ma poi, anche grazie all’aumento dei presenti in sala, i Bonnie Parkers danno una piccola lezione di punk suonato in maniera più che dignitosa coadiuvati per l’occasione dall’ex batterista Leonardo, uno che sa come pestare sulle pelli. Spiccano fra tutte le due nuove ‘Sick And Tired’ a ‘My Girl Drinks More Than You’.

La seconda band, i Viv Prince Experience, hanno lasciato un po’ di sasso i presenti. Non si è capito se era una presa in giro o se si prendono sul serio. Nel primo caso hanno fatto centro, nel secondo, beh sarebbe imbarazzante. Addobbati in maniera kitchissima, provenienti direttamente da una band degli anni 50/60, con tanto di basso a forma di violino, tipo quello di McCartney, e chitarrona con suoni slide/fifties hanno comunque proposto uno show in fin dei conti valido per quanto riguarda le canzoni, che erano ben suonate e discretamente arrangiate, un qualcosa a metà tra Sweet, T-Rex., Hanoi Rocks, Rolling Stones. Sguaiati ed esagitati hanno attirato l’attenzione del pubblico, anche se principalmente per la componenente visiva. Ma facevano sul serio?

Veniamo alla band principale. Il pubblico ha oramai riempito il locale e si appresta ad ascoltare una delle band più gagliarde del genere. E la band non delude assolutamente. Impreziositi dalla bella tastierista, per dare un arrangiamento molto goth alle composizioni, i Fuzztones rilasciano una tonnellata di riff e scariche elettriche sull’attonito pubblico che apprezza, salta e poga. Deflagranti, hanno tenuto splendidamente il palco, specialmente il cantante, anche se a volte un po’ troppo tamarro negli atteggiamenti. Il concerto è stato un concentrato impressionate di r’n’r suonato con le palle da gente che ha esperienza live da vendere e nulla più da dimostrare. Non si è assistito a nessun punto morto, anche le pause hanno avuto il loro perché. Pescando tra tutta la loro discografia hanno soddisfatto il palato di tutti i presenti, tra nuove e vecchie composizioni. Niente fuffa, solo garage rock, a volte dirottato verso lidi goth/dark altre volte più rancido e putrido ma sempre coinvolgente. Si è respirato nei brani eseguiti irruenza esecutiva e sinistra psichedelica, rabbia e furore, odio e un pizzico di romanticismo. Tutto perfetto, tutto Fuzztones!

Dante Natale

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