Funkstörung @ Circolo degli Artisti [Roma, 12/Gennaio/2006]

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Mark Fakesch e Chris De Luca si uniscono in quel di Monaco di Baviera più di dieci anni fa, per dar vita al progetto Funkstörung, che, come suggerisce il nome, si propone di disturbare il Funk (anche se letteralmente, Funkstörung, significa “disturbo di trasmissione”). In ogni caso il concetto che c’è dietro la loro musica è quello di prendere l’hip hop (ma non si disdegnano soul, jazz e trip hop) e inserirci qua e là “disturbi” elettronici. Questo è quanto si evince dall’ascolto dei loro due album, il primo e di difficile digeribilità ‘Appetite For Disctruction’ e il secondo e più accessibile ‘Disconnected’. Dal vivo però non sono i brani degli album ad essere presentati, come ci si potrebbe aspettare, ma, per la prima metà di concerto, i due si divertono a (re)mixare pezzi hip hop, limitandosi a svolgere il lavoro di un qualsiasi Dj. Tant’è che, trovandomi fuori della sala, non mi accorgo del passaggio dal Dj Raffaele Costantino al live dei Funkstörung. Solo quando entro riconosco il duo dietro i loro macchinari, ma, come detto, la prima parte di concerto è quasi esclusivamente un Dj set. Certo qualche inserto di elettronica si sente, ma la componente electro è ridotta al minimo. Comunque sia i due hanno tutta l’aria di divertirsi e anche buona parte del pubblico balla e sembra gradire. Per quanto mi riguarda, non riesco a farmi coinvolgere dalla musica che viene proposta e decido di continuare a seguire seduto il resto del concerto. Ma dopo un’ora abbondante di ritmi strettamente hip hop avviene la svolta. La serata devia verso sonorità più electro e house, e se fino a quel momento il motto della serata era “mixare tanto, creare poco”, da adesso in poi s’invertirà in “creare tanto, mixare poco”. Certo i due non ignorano totalmente il mixer (continuando a inserire qualche beat hip hop), ma si danno da fare dietro ai loro laptop, sputando fuori ritmiche spesso illogiche, impreziosite di melodie digitali e rumorismi vari. Ed è in questo genere di cose che i Funkstörung sanno esprimersi al meglio, costringendomi a ritornare in mezzo alla folla ballerina e finire così come mi aspettavo di iniziare (ballando) la serata. Resta forte la delusione per non aver sentito neanche un pezzo dei succitati album, ma il finale piacevole riesce a farmi dimenticare anche questo e a farmi tornare a casa anche stavolta sorridente.

Emanuele Avvisati

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