Franz Ferdinand + Mogwai @ Auditorium [Roma, 10/Luglio/2018]

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Da circa un mese una parte delle nazioni esistenti sfila di fronte agli occhi del mondo. Volenti o nolenti, appassionati e non, tutti si sono accorti che ci sono i Campionati Mondiali di calcio. Dai discorsi nei bar, alle radio, dai palinsesti televisivi stravolti, dalle persone, in gran parte turisti, che in barba all’età o al fisico, girano con variopinte magliette per le città, per testimoniare vicinanza a questa o quella causa sportiva. L’Italia, col gusto del drammatico che tanto buon cinema ci ha fatto produrre negli anni, specie quelli passati, è rimasta a guardare. Abbiamo visto piangere l’Argentina, nonostante una storica canzone gli intimasse di non farlo, esultare gli inglesi saltando sui mobili esposti in un magazzino Ikea, dopo aver sconfitto gli svedesi, ridere sotto i baffi i francesi e vedere le città della nostra riviera riempirsi di tedeschi anzitempo rispetto a quanto eravamo abituati. Abbiamo curiosato in casa d’altri, sentendoci un po’ più in mezzo al mondo nonostante fossimo rimasti isolati, nella nostra terra. C’era un’altra nazione che come noi era rimasta fuori dalle luci dei riflettori, ma che in qualche modo ha voluto gemellarsi col nostro dolore, alleviandolo. Parliamo della Scozia che però il suo palcoscenico, almeno a Roma, se l’è preso eccome. Una serata tematica, con i Franz Ferdinand e i Mogwai insieme ad alternarsi sullo stesso palco, in una tappa del Roma Summer Fest, nome che raccoglie tutti i concerti estivi organizzati nella splendida cornice della Cavea dell’Auditorium Parco della Musica. A causa della presenza di due band importanti l’orario di arrivo alla location è più milanese che romano. Accediamo all’area concerti quando sono le 20:30 e dovremo aspettare quasi fino alle 21 prima che i Mogwai, band designata per aprire la serata, si presentino sul palco. In clima di Mondiali tutti i presenti si sono divisi con campanilismo tra chi parteggia per i Mogwai e chi per i Franz, due band che in effetti hanno pochi punti in comune se non quelli della nazione (e la città) di origine. Il post rock del quintetto ammanta la sala, ma invero nella nostra posizione nel parterre in piedi, grande e apprezzatissima novità dell’Auditorium per questa estate di concerti, si sta belli larghi, almeno all’inizio. Anche in tribuna si vedono molti spazi vuoti, ma col passare dei minuti, e l’avvicinarsi del live degli headliner di serata, ci renderemo conto che sia sotto che sopra sarà quasi tutto pieno, visto che l’appeal dei Franz Ferdinand, peraltro assenti dalla nostra città dall’estate di quattro anni fa, a differenza della band che apre, scesa a queste lande lo scorso autunno, è maggiore. È suggestivo sentire suonare i Mogwai, band di Glasgow fondata nel 1996, con le ultime luci del giorno che spuntano dietro al grande palco adottato per il Roma Summer Fest. I brani strumentali e post rock riceveranno grande apprezzamento, il quartetto è ormai orfano del fondatore John Cummings e la scaletta sarà composta da nove brani che ci terranno occupati per quarantacinque minuti e spazieranno dal lontano ’97 fino a quelli dell’ultimo album, dato alle stampe lo scorso anno. Una panoramica completa dei loro lavori che getta gli spettatori in un mood meditabondo ben presto spazzato via dai loro connazionali. I Franz Ferdinand, anch’essi di Glasgow, sono in attività dal 2003, ma non hanno perso per nulla lo smalto delle origini. Come salgono sul palco Alex Kapranos e i quattro soci, chitarra, basso, tastiere e batteria, tra i quali non c’è più il chitarrista Nick McCarthy, uscito dal gruppo, l’entusiasmo sale alle stelle e tutti sono pronti a fare casino. I visual sono ipnotici, numerosi ed esaltanti, mentre la scaletta parte con la patinata ‘Glimpse of Love’, attuale singolo tratto dal più recente lavoro, ‘Always Ascending’, dal quale verranno tratti molti altri pezzi, al termine del live ne conteremo ben sette sui dieci presenti nell’ultimo disco che consideriamo un’ottima prova. Kapranos si presenta col solito outfit glam, un ciuffo biondo alzato alla Billy Idol e non si ferma praticamente mai. Corre mentre canta da una parte all’altra del palco, senza mai perdere l’intonazione, carica gli spettatori, come se ce ne fosse bisogno, fa i complimenti alla città di Roma, e ogni volta che questo succede nella nostra città non sappiamo se lo fa con tutte o se siamo veramente fortunati noi, promuove davvero bene l’ultimo lavoro in studio, facendoci affezionare a dei brani che ci avevano colpito, ma non ancora affondato. Ci sarà spazio anche per le perle del passato, una decina di pezzi tra i quali spiccano ‘No You Girls’, il primo successo ’Do You Want To’, la gallina dalle uova d’oro di videogiochi e pubblicità ‘Take Me Out’, l’inno del venerdì sera ‘Ulysses’, pezzo di apertura di ‘Tonight: Franz Ferdinand’, concept album che racconta la storia di un giovane che esce di casa in una sera del weekend ed affronta il viaggio nella notte come un moderno Ulisse. Infine, nell’encore della durata di quattro brani, i due pescati dal passato sono ‘Michael’, in realtà unico pezzo che per arrangiamento ed esecuzione non ci convince nell’intera scaletta, e l’ultimo, versione più che estesa di ‘This Fire’, brano storicamente designato per la chiusura dei live dei FF, con una certa interazione col pubblico, vista la richiesta di inginocchiarsi e poi rialzarsi per tornare a ballare e cantare. Le frasi “This Fire is out of Control, We’re Going to Burn This City” sono ripetute a oltranza e a squarciagola dai membri della band e gli spettatori, ormai parte integrante dello show. Quando qualche minuto prima della mezzanotte tutto questo sarà terminato, dopo essersi spellati le mani per gli applausi per la grande performance dei Franz, scopriremo che la prima finalista del Mondiale sarà la Francia, ma fidatevi di noi, con gli scozzesi di stasera non ci sarebbe stata partita.

Andrea Lucarini

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