¡Forward Russia! + Final Fantasy @ Circolo degli Artisti [Roma, 5/Ottobre/2006]

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Con l’avanzata inesorabile di Myspace andare in giro senza avere la sensazione di aver già visto da qualche parte molte delle facce (o vabbè, dei profili) in cui hai modo di imbatterti più o meno fortuitamente diventa sempre più improbabile. Al Circolo degli Artisti poi, questo fenomeno assume di volta in volta aspetti più destabilizzanti. Ultimamente, qui, puoi vederti materializzare all’improvviso così tanti “amici” e tutti insieme che paradossalmente può anche venir voglia di socializzare solo con una birra. Il locale di Via Casilina Vecchia del resto è avviato anche quest’anno ad affermarsi sempre più come il centro di social networking più popolare della capitale. Stasera, infatti, c’è talmente tanta gente in cortile a interagire che ci viene da pensare che il concerto possa cominciare tardissimo. Al contrario Final Fantasy, al secolo Owen Pallett, è sul palco già da un po’. Completamente solo, con la sua tastiera, il violino e un intrigante schermo che proietta deliziose animazioni manuali tramite dei lucidi in bianco e nero che si colorano all’improvviso nei momenti più toccanti del set. In sede di intervista, poche ore prima, ci aveva confessato che con il suo ultimo lavoro voleva raggiungere un sound il più possibile omosessuale. Ora non sappiamo secondo quali parametri possa considerarsi raggiunto questo obiettivo. Il suo concerto però scorre delicato e intenso. Il Frigez magari, non mi rivolgerà più la parola, ma a tratti mi è sembrato di sentire quasi degli Xiu Xiu estremamente minimali e con un cantato molto meno… epico (ebbè). Le atmosfere loopate degli archi sembrano il tappeto ideale per la colonna sonora neofolk pop del prossimo gioco di ruolo per geni-a-tutti i costi con la maglietta dei Van Halen (si, proprio come quella indossata stasera dal nostro Owen). Da segnalare il boato per la cover di ‘This Modern Love’ dei Bloc Party e la coda al banchetto per il suo CD.

Atmosfera molto meno intima per i ¡Forward Russia!. Questa estate ci avevano favorevolmente colpito anche al festival Frequenze Disturbate, nonostante gli fosse toccato l’onere di suonare proprio all’ora di cena, quando il pubblico era disperso tra le bancarelle di crepes e piadine al prosciutto. Anche in questa occasione, neanche il tempo per la batterista di dare il tempo che il cantante già si è completamente attorcigliato con il filo del suo microfono, dimenandosi in maniera anche troppo eccessiva per poter poi padroneggiare con sicurezza alcune parti vocali abbastanza impegnative (se non ti chiami Cedric Bixler). Proprio il fatto che Tom ripeta incessantemente gli stessi movimenti ad ogni stacco con il suo cavo:
a) auto strangolamento
b) roteazione aerea
c) lancio e presa al volo
alla lunga ci infonde la sensazione che anche le dinamiche dei loro brani si ripetano in modo fin troppo simile tra loro. La proposta musicale in sé però è valida, una delle più interessanti che quest’anno sia giunta dalla Gran Bretagna, e in fin dei conti, una certa mono-dimensione creativa dei nostri ci può anche stare visto che comunque nel gestire un tipo di suono tra Franz Ferdinand, The Rapture e At The Drive In i ¡Forward Russia! se la cavano più che bene. Certo che se in futuro non cambieranno di una virgola la loro direzione e non si leveranno quelle magliette di dosso la prossima volta che passeranno da queste parti anche noi preferiremo stare a socializzare tutto il tempo fuori dalle mura del locale. Thank you for the add.

Federico Vignali

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