Fitness Forever + Sea Dweller + Samuel Katarro @ Circolo degli Artisti [Roma, 25/Febbraio/2009]

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Paccheri con tonno e zucchine. Spaghetti alla chitarra con ricotta fresca e pomodorini. Torta di mele appena sfornata accarezzata da gelato alla crema. Ci si prepara così, per combattere le tenaci temperature, alla seconda serata 2009 di Sporco Impossibile. Altre tre realtà del panorama indipendente nazionale. Napoli-Pistoia-Roma. Corre su questo asse la proposta odierna, come sempre contornata da un simpatico “modo” per ottenere la compilazione che racchiude i gruppi protagonisti.

Una serata con volti amici. Il giro, più un nutrito gruppo di sostenitori campani tutti ciancianti e festosi, accorsi per il collettivo dei Fitness Forever. Ma ad aprire il Mercoledì ci pensa Alberto Mariotti. Da qualche tempo salito agli onori della cronaca con lo pseudonimo Samuel Katarro. ‘Beach Party’ l’esordio di alcuni mesi fa e il ritorno a Roma dopo un paio di recenti sortite. Piccolo di statura ad imbracciare una grossa chitarra. La sua proposta, ci tiene anche a sottolinearlo, si discosta (vivaddio) dalla nuova onda di cantautori impegnati-pseudo impegnati-per niente impegnati, che ha recentemente colpito un’ala della nostra storia musicale. Alberto e quel velo di giovanile timidezza stravolgono alcuni canoni prettamente italici. L’alter ego Samuel Katarro sembra impossessato dagli spiriti paludosi del Mississippi. Il “delta”. Gli squarci vocali. Il blues vittima di un rito voodoo. Con in testa Jeffrey Lee Pierce e Jon Spencer. Si fa accompagnare da un’altra chitarra che verso la fine diventa violino. In due è forse meglio. I titoli dei suoi brani sono volutamente in antitesi con la musica prodotta in maniera così dannata.

Nella sala piccola un gioco “Otorino” diverte i convenuti che provano la conoscenza in materia di orecchio. Mentre il cambio palco prepara i Sea Dweller. Nuovo batterista in sostituzione di Carlos Valderrama (già dei Valderrama 5 e oggi membro dei Fitness Forever) e sonorità che si mantengono sugli standard shoegaze a loro congeniali. Almeno sulla carta. Oggi i Sea Dweller sembrano pagare una fase di stallo del loro percorso. Il suono non convince, non si stacca da terra. Sembrano aver perso lo smalto e l’urgenza degli esordi, meditando (forse) troppo sulla strada da prendere. Decisamente incolore e linearmente senza variazioni il set della serata.

Il camerino è colmo di Fitness Forever. La band base è a quattro elementi. Ma si trasforma dal vivo in un collettivo-orchestra con fiati e archi. Oggi, però, sono solo in otto. Scambiamo due chiacchiere con Luis Calvo della madrilena Elefant Records, etichetta dedita a sonorità indie pop, che ha creduto nei campani pubblicando il debutto ‘Personal Train’. Tra teglie di pasta al forno e bibite misto fresco-Primavera. Tra la festosa vitalità dei nostri che salgono sul palco quando la sala si è nuovamente gremita. Tre chitarre, tromba, tastiere, basso, batteria ed un’impacciatissima ragazza che si divide tra glockenspiel e voce. E’ una prima ufficiale e si vede che manca un affiatamento completo. Ma l’emozione e i sorrisi dei nostri rendono tutto piacevole e trasformano la sala in una sala da festa d’Estate. I Fitness Forever sono in pratica i Valderrama 5 mainstream. Carlos in quest’avventura non suona la batteria ma è lì in prima fila con la voce, la chitarra e un cappello da marinaio di “Love Boat”. Pensate al pop britannico di metà anni ’80, a quello italiano degli anni ’60 colonna sonora dei filmetti musicali, al trend nel quale sono già accodati Superpartner e Genio. Dalla loro hanno certamente il “suono”. I Fitness Forever sono un’autentico gruppo. Davvero una piccola orchestra. Un po’ di rodaggio, un po’ d’affiatamento, un po’ meno d’impaccio e diventeranno (quasi) imperdibili dal vivo.

Fuori fa ancora freddo. Per fortuna stiamo entrando nel nuovo mese.

Emanuele Tamagnini

Qualche foto Fitness Forever su: NERDSPHOTOATTACK

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