Fine Before You Came @ Circolo degli Artisti [Roma, 11/Giugno/2011]

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Sabato 11 Giugno 2011 è un giorno particolare a Roma, la città è completamente bloccata per l’Europride, manifestazione riuscitissima nei numeri e nell’intento; sono ben cinquecentomila persone a partecipare alla Big Parade per i diritti degli omosessuali, diventeranno un milione per l’intervento/concertino di Lady Gaga. Sarei curioso di scoprire quanto la presenza della popstar sia un’autentica presa di posizione o una saggia mossa pubblicitaria della Universal Music Group, ben consapevole di quanto sia importante essere un’icona omosessuale nel mercato musicale, ma probabilmente non lo scoprirò mai e rimarrò convinto che è l’ennesima trovatona commerciale. Il caos che c’è per la città tuttavia non mi scoraggia, per nessuna cosa al mondo mi perderò i Fine Before You Came, eccellente band del panorama nostrano, che, dopo l’acclamatissimo “Sfortuna”, si è vista catapultare dal semi-anonimato a essere una delle realtà più in vista del sottobosco italiano.

Aprono il concerto i Mr.Bison ma io purtroppo sono colpevolmente impegnato a concludere un’accesissima partita a biliardino. Quando entro nella sala faccio appena in tempo a sentire l’inizio di ‘Buio’ che apre il concerto. Sotto il palco c’è già il delirio. Dopo un paio di brani di assestamento decido di fiondarmi anche io nelle primissime file fra pogo, urla e stage diving. La band ripopone interamente l’acclamato ‘Sfortuna’ e mette nel piatto, già prelibatissimo, anche qualche pezzo nuovo che trovo molto convincente. L’empatia è massima, Jacopo Lietti, voce del gruppo, è continuamente in mezzo al pubblico che strilla in coro tutte le canzoni della scaletta. La prestazione del gruppo è intensa, appassionata e spontanea, l’intesa che c’è con l’audience è degno della scena hardcore americana degli anni ’80. I Fine Before You Came sono riusciti con la loro musica e i loro testi a riunire una variegatissima fascia di pubblico, ci sono i vecchi fan dell’hardcore melodico, gli appassionati di post rock,  i fan della musica italiana (sì, esistono). Credo che la (non)ricetta di questa fortissima dedizione dei kids risieda nel fatto che i FBYC non pretendono di spiegare chissà quale verità o massima, ma, descrivendo loro stessi, riescono a fotografare le emozioni di tanti. La fine di un amore è il pretesto per parlare di autocommiserazione, rabbia, solitudine, malinconia e non è una sorpresa che tantissime persone siano al Circolo a scambiarsi il sudore per urlare questi sentimenti così comuni e naturali descritti con una forza e, allo stesso tempo, con una semplicità sconcertante. Il finale del concerto è tanto melenso da essere di una tenerezza unica con il gruppo invita il pubblico onstage a cantare “Lista”, il resto sono applausi infiniti, con orgoglio e imbarazzo i Fine Before You Came ringraziano per l’ennesima volta i sudatissimi fan. Dimenticavo: “I Fine Before You Came sono e sempre saranno Jacopo, Marco, Filippo, Mauro, Marco”, come si fa a non volergli bene.

Luigi Costanzo

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