Federico Fiumani @ Mads [Roma, 8/Maggio/2011]

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Protagonista della serata al Mads è stata la new-wave con l’esibizione live di Federico Fiumani, che ha anche presentato l’ultima raccolta di poesie dal significativo titolo ‘Odio Springsteen e gli U2’. La poetica del musicista e poeta di Osimo è inevitabilmente legata alla dimensione punk: verso libero, mondi onirici, brevità, ritmo sincopato. Poetica che guida anche le sue canzoni, caratterizzate dalla ripetitività di un’idea, di un concetto, di un’immagine, che diventano perno intorno a cui ruota il testo. Fiumani è un cantautore-punk e nella sua musica, sia con gli storici Diaframma sia nella carriera solista, emergono l’impeto, l’irruenza, i drammi interiori del punk o post-punk inglese, ma anche la cura dei testi tipicamente cantautoriale.

Quello che emerge dai suoi concerti (e questo nel particolare non fa eccezione) è l’assoluta fedeltà di un pubblico che, sebbene di nicchia, lo segue accanitamente e con grande rispetto. D’altronde, Fiumani, più di ogni altro artista della scena punk italiana (forse secondo solo a Giovanni Lindo Ferretti e ai CCCP), è diventato l’icona dell’Indie nostrano. A riguardo, va ricordato il ‘Dono’, cd tributo ai Diaframma che ha coinvolto il fior fiore della musica indipendente italiana. Il suo grande merito è stato quello di esser rimasto sempre fedele a se stesso, un anarchico nel mercato musicale, sempre ancorato all’underground, quasi disdegnando ipotesi alternative. Questa scelta così radicale ha favorito la costruzione di una sorta di alone mitico attorno al Fiumani-personaggio, che ha saputo conquistare le due, tre generazioni che gli sono susseguite dagli esordi musicali e letterali.

È anche vero che il suo repertorio è fermo ormai da anni, lo testimonia il prossimo progetto, ossia la registrazione del live dei Diaframma del 9 aprile scorso al Viper di Firenze, e che ha visto la partecipazione di alcuni ospiti nel ripercorrere i successi della band.

Questa ripetitività, questa immobilità artistica non getta i live di Fiumani/Diaframma sotto l’ombra della nostalgia o del risentimento per quello che sarebbe potuto essere ma non è stato, anzi, riascoltare i grandi classici come ‘Siberia’, ‘Amsterdam’, ‘Amo lei’, ‘L’odore delle rose’, ‘Oggi è un giorno balordo’, ‘Io amo lei’, ‘Manca l’acqua’, e potrei continuare con un elenco lungo altre cinque righe, dona sempre una forte emozione. Riesce a catapultarti in quella dimensione punk che, nonostante il tempo passato, per lui e per il suo pubblico è uno stile di vita. Se sentite qualcuno echeggiare che il punk è morto, suggeritegli un concerto dei Diaframma, così, tanto per toccare con mano un “diamante” ancora “grezzo”.

Lina Rignanese

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