Faust @ Init [Roma, 4/Ottobre/2008]

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“Non esiste gruppo più mitico dei Faust. Così esordisce Julian Cope nel capitolo a loro dedicato del suo libro culto ‘Krautrocksampler’. Talmente mitico che in quasi 30 anni, nonostante siano una delle più influenti band di tutti i tempi, non erano mai venuti a suonare a Roma, nemmeno dopo la reunione del 1990. E talmente mitico che mi sono dovuto andare a cercare su internet i nomi degli attuali membri. Della formazione originale sono rimasti solo in due: il bassista e cantante Jean-Hervé Peron e il gigante batterista Werner “Zappi” Diermaier. Completano la formazione James Hodson, James Johnston e la bella Geraldine Swayne (questi ultimi due sono membri del gruppo britannico… Bender), che si alternano tra chitarre elettriche, sintetizzatori e voci. Insieme a loro per questo concerto c’è una graditissima sorpresa, alla terza chitarra infatti c’è anche Amaury Cambuzat, leader degli Ulan Bator e fino a poco tempo fa, membro ufficiale dei Faust (probabilmente vivendo in Umbria ha pensato bene di venire a trovare i suoi amici per una bella rimpatriata).

“Tre chitarre sul palco”, va gridando al microfono per l’appunto Peron in mezzo alla sala buia spostando rumorosamente un grosso bidone di metallo. “Dove eravate?” ripete ossessivamente mentre notizie in stile radiofonico vengono trasmesse dalle casse da una voce femminile registrata. “Lo spettacolo non è qui ma è lassù” dice indicando il palco, tutti si girano ma il palco è completamente buio. Ad un certo punto sbuca l’imponente sagoma di Diermaier che prende un trapano e inizia a bucherellare il bidone. Peron a quel punto accende la motosega e prova a taglare il bidone col microfono acceso lasciato lì sopra. Il rumore è infernale e l’odore in sala diventa acre e metallico, come quello di un cantiere navale. Sto proprio in prima fila e sono terrorizzato che una motosega e un trapano possano sfuggire di mano a questi pazzi furiosi. Passano diversi minuti prima che riesca a tirare un sospiro di sollievo, perchè Zappi anche dal palco ha pensato bene di usare una sega circolare sul bidone per far piovere sul pubblico una discreta quantità di scintille, mentre gli altri componenti del gruppo stavano martoriando le loro chitarre che si fondevano idealmente e concretamente con tutti gli altri rumori “industriali”. Finito questo momento di terrore puro (ar-terrorism si chiama infatti il progetto/sito di Peron) l’atmosfera si fa più tranquilla e il pubblico inizia ad applaudire in maniera chiaramente timida e ancora spaventata. Il concerto vero e proprio invece è composto per la quasi totalità dai pezzi post reunion, che non avevo mai ascoltato, ma che mi hanno fortemente sorpreso per qualità ed energia. Sono pezzi ‘krautrock’ in tutto e per tutto, lunghi, ossessivi, improvvisati, folli e visionari. Tutto condito anche da siparietti da teatro dell’assurdo, con la bionda cantante che fa dei disegni con il mignolo intinto nella vernice mentre legge un libro a voce alta, Peron che urla frasi sconclusionate in mezzo ai brani e il mastodontico Zappi che ogni tanto si alza dalla batteria per fare una passeggiata. L’unica concessione allo storico passato è ‘J’ai Mal Aux Dents’ preso da ‘The Faust Tapes’ del 1973 (il meraviglioso testo in francese recita all’infinito “Ho male ai denti, ho anche male ai piedi”) ed eseguita forsennatamente. Gli ultimi due pezzi sono favolosi impasti di ‘kosmische musik’ (roba da far impallidire i Pink Floyd post Barrett) e di martellante new wave che mi fanno trasalire. E’ passata un’ora e mezza in un baleno. Il pubblico li richiama sul palco a gran voce, i Faust non si fanno pregare troppo e ci regalano due pezzi tra i loro più belli, entrambi sul secondo album ‘So Far’ del 1972: ‘Mamie is Blue’, dove Zappi torna a far scintille con il bidone, e la mirabolante ‘It’s a Rainy Day, Sunshine Girl’, col suo drumming ossessionante, con le ritmiche di chitarra aspre e imprevedibili e con cori bambineschi al posto dell’assolo di sassofono. Finale migliore davvero non poteva esserci, per un concerto memorabile.

Daniele Gherardi

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