Fatso Jetson. Electric Lalli Land.

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Estate 1994, l’Elektra Records pubblica ‘Welcome to Sky Valley’. L’impatto è devastante, dalla Svezia all’Argentina la tormenta di sabbia della California sollevata dai Kyuss si deposita ovunque catturando l’attenzione di migliaia di appassionati, per la prima volta si comincia a parlare di Stoner Rock. Su questo disco cardine, manifesto mai superato del genere, appare Mario Lalli, suona su ‘NO’, brano firmato Lalli/Reeder quando i due facevano parte degli Across the River. È qui che Mario Lalli comincia a farsi conoscere nelle zone desertiche ad est di Los Angeles, una parte della California fuori dal grande business del Sunset Blv. dove nello stesso momento (siamo a metà anni ’80) imperversano lacca e fondotinta. È il punk filtrato da hard rock e blues la direzione intrapresa, una miscela che prevede piccole dosi di jazz, la schizofrenia dei Devo e lunghe improvvisazioni. L’idea che rimarrà negli annali è quella di acquistare un generatore di corrente con il quale alimentare la strumentazione per poter suonare in mezzo al deserto. Si distribuiva una cartina con la mappa del luogo del ritrovo e lontano da guardie e vicini si dava vita a piccole feste (generator parties) dove tutto era permesso.

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È così che Mario diventa il catalizzatore di una scena musicale che sta appena nascendo, è lui ad accogliere un giovanissimo Josh Homme, è lui ad insegnargli i trucchi della sei corde. Con gli Yawning Man dà vita assieme a Gary Arce, al cugino Larry Lalli e al futuro Kyuss Alfredo Hernández, alla prima vera desert band. Nessuna registrazione fino al 2005, solo dei ricordi indelebili di lunghe jam liquide e sognanti nella memoria dei presenti. La grande creatività porta Mario a suonare con i Sort of Quartet, fantastica creatura di alt-jazz, una forza della natura che produrrà quattro album pressoché sconosciuti. È nell’anno del debutto dei Sort of Quartet che esce anche il primo lavoro della band principale di Mario, i Fatso Jetson. ‘Stinky little gods’ pubblicato nel 1995 dalla SST, è il frutto dell’estro di Mario Lalli, Larry Lalli e dell’amico di sempre Tony Tornay (lo troviamo anche nei Deep Dark Robot con Linda Perry, nel nuovissimo ‘Black Power Flower’ di Brant Bjork e in vari gruppi punk californiani). Hard rock, punk, surf e piccolissime schegge jazz sono la formula adottata dai Fatso. Un sound rabbioso e nervoso, con trascinanti strumentali come marchio di fabbrica indelebile. Sei album in studio, vari live e split (l’ultimo con gli italianissimi Herba Mate) nel corso di un ventennio che ha visto cambi di etichetta e formazione, Gary Arce appare su Flames For All, Vince Meghrouni, già con Bazooka,  Brother Weasel, Mike Watt, Atomic Sherpas e Bellrays, presta i fiati a svariati album, ultimo acquisto, Dino Lalli, si è il figlio di Mario, a consolidare una cerchia familiare impegnata nella ricerca stilistica anticonvenzionale. Un nuovo album in preparazione per il 2015 è la sorpresa per celebrare un ventennale vissuto lontano dai riflettori.

Ma Mario non sa stare con le mani in mano, nel 2007 esce un altro disco culto, ‘Endangered Languages’ dei The Perfect Rat è l’ennesima voglia di sperimentare, della numerosa formazione che si cimenta in un ibrido tra punk, psichedelia e free jazz fa parte anche Greg Ginn dei Black Flag, mentre l’anno precedente erano i Ten East a debuttare con ‘Extraterrestrial Highway’. Qui siamo vicini alle sonorità degli Yawning Man in un tutto torna che mette la musica al primo posto e scarta tutto il resto. Altra formazione alla quale collabora, quella Orquesta Del Desierto che coniuga rock e ritmi latini e la lista potrebbe continuare, Dead issue, Auto Modown, il coinvolgente pop d’autore dei Waterways e chi più ne ha più ne metta. I musicisti che affiancano Mario in queste avventure sono sempre gli stessi, una girandola di amici che condividono o richiedono una collaborazione. Con Josh dei Queens of the Stone Age scrive ‘You Think I Ain’t Worth A Dollar, But I Feel Like A Millionaire’ e ‘Monster in the Parasol’ e appare nelle Desert Sessions, mentre è Brant Bjork, dopo la collaborazione in ‘Toot’ tratto da ‘Jalamanta’ a dedicargli lo strumentale ‘Electric Lalli Land’ dall’album del 2002 con i suoi Operators.

Nel 2014 il Coachella Valley Music Awards consegna a Mario Lalli il “Pioneer Award” per il suo impegno e dedizione nel promuovere la musica. Il tributo più evidente nel 2014 quando Dave Grohl chiama Mario per essere intervistato nella bellissima serie televisiva sulla storia della musica americana “Sonic Highways”. È qui che questo chitarrista/bassista dal talento cristallino ci racconta rilassato la storia di un genere che non avrebbe avuto lo stesso sviluppo senza il suo coinvolgimento, passione e amore. Quello che va in onda sugli schermi è un enorme riconoscimento ad una figura chiave della musica americana, che anche se non ha avuto il successo commerciale di alcuni suoi amici, non è da considerarsi meno importante. “All of your sound echoes in the canyons – Down below they’re dreaming – There’s a long straight road, out of the cold – And we can leave it all behind – I wanna get outside, baby, let’s get outside – I wanna get outside, outside, of me” canta Grohl in ‘Outside’ con i suoi Foo Fighters, il riferimento è chiaro e limpido a quei party nel deserto nati per caso comprando un generatore di corrente.

 Alessandro Bonini

Across the River

The Sort of Quartet

The Perfect Rat

Brant Bjork and the Operators

Desert Sessions

Waterways

[From archive]

Fatso Jetson @ Sinister Noise Club (Roma, 2012), Fatso Jetson @ Sinister Noise Club (Roma, 2010)